Benvenuto nel portale web del movimento Save Sammezzano; Il nostro obiettivo è sensibilizzare cittadini e istituzioni in merito alla necessità di tutelare, valorizzare e rendere pubblicamente visitabile il Castello di Sammezzano ed il suo parco. Ricordiamo infatti che al momento visitare Sammezzano non è possibile.

Omicidio al Castello di Sammezzano.

Era una Mattina come tutte le altre a Milano.
Il detective Jack Willington era seduto sulla sua poltrona a leggere il suo giornale, il Corriere della Sera. Stava leggendo la pagina che riguardava l’omicidio di Jenny Valentain, una signora milionaria di 43 anni, divorziata dal marito da sei anni.
Jenny era andata in vacanza al Castello di Sammezzano a Firenze.
Jack allora pensò di andare a Firenze per indagare sull’omicidio. Arrivato al castello entrò, sistemò i bagagli, e si stendette sul letto pensando di iniziare le indagini l’indomani.

Allo scoccare della mezzanotte si svegliò a causa di rumori insoliti.
Guardandosi intorno vide attaccato alla porta un pugnale sporco di sangue con un biglietto scritto con il sangue della vittima con su scritto “vattene o te ne pentirai amaramente”.

Jack non ci fece caso e continuò a dormire.

La mattina, dopo colazione, iniziò a cercare il corpo della vittima ma inutilmente.
Nel pomeriggio andò a cercare indizi nella stanza degli ospiti dove trovò il passaporto di Jenny tutto insanguinato, non trovando altri indizi andò a dormire.
Il mattino trovò tracce di tacchi… le seguì.
Quelle tracce condussero Jack nelle segrete del castello, aprì la porta e trovò lo scheletro di Jenny senza vita.

Tra le ossa dello scheletro di Jenny trovò una pergamena con dentro la patente dell’assassino, Barton Black, ma dal tempo che era passato le lettere si erano sbiadite , ed erano impossibili da decifrare, quindi come indizio aveva solo la foto.
All’una e trenta di notte Jack sentì il rumore delle catene muoversi, andò nelle segrete e notò che il corpo della vittima e la patente erano spariti, in seguito vide un’ombra muoversi ma non riuscì a notare chi era.

La mattina seguente, sapendo di non aver più indizi , cominciò a cercarne altri.

Incastrato tra le scale che conducevano alle cucine, non usate ormai da tanti anni, trovò un guanto con incise sopra le iniziali B.B.

Jack pensò che si trattasse proprio di Barton Black, un assassino scappato di prigione.

Jack in cantina, tra le botti del vino, trovò poi il portafogli di Barton Black e decise di preparargli una trappola.

Costruì un fantoccio con in mano il portafogli di Black, prevedendo che Black venisse a cercarlo.
Andò al piano di sopra e fece una botola nel pavimento da dove poteva sparare facilmente .
La notte, come aveva previsto, Black aprì la porta della camera e vide il fantoccio con il suo portafogli, ma prima di mettere le sue dita sul portafogli ricevette un colpo netto dalla pistola di Jack ma sporgendosi troppo cadde e morì.

Da quel giorno si dice che lo spettro si aggira ancora nel castello in cerca di anime da tormentare.

Ma la vera domanda è : cosa aveva Black contro Jenny?


Questa storia, di pura fantasia, è stata scritta da Giovanni lumini e Gianluca maestri, due piccoli nostri sostenitori di 10 anni.

Il comitato Save Sammezzano vi ringrazia di cuore per questa avvincente storia ricca di suspense! Grazie Giovanni e Gianluca; Scriveteci ancora! <3


L’immagine di copertina è simbolica e scelta in base alla storia; Non ritrae alcun evento realmente accaduto a Sammezzano.

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