7 Most Endangered, Sammezzano è fuori

Purtroppo Sammezzano non è rientrato tra i siti culturali europei che parteciperanno al programma comunitario “7 Most Endangered”.  Come temevamo, l’esclusione di Sammezzano è stata essenzialmente determinata dal fatto che la sua situazione proprietaria non è ancora chiarita e, anzi, si è addentrata verso una fase di ulteriore incertezza.

Questo non è certo l’esito che speravamo, ma è comunque l’esito che, in parte, ci aspettavamo e che avevamo anticipato qualche giorno fa.

Dopo il congelamento del contributo economico spettante a Sammezzano per aver vinto il censimento de “I Luoghi del Cuore” e dopo la sua esclusione dalla “World Monument Watch List”, questa è l’ennesima, importante, occasione che Sammezzano perde solo perché non c’è ancora una proprietà certa.  
E’ davvero un peccato, ma purtroppo non c’è niente da fare.
Quando candidammo Sammezzano, a giugno 2016, credevamo che la situazione proprietaria si sarebbe finalmente definita e consolidata prima della proclamazione dei 7 vincitori. Invece, come tutti sapete, non è andata affatto così. 

Ma anche se lo avessimo saputo, avremmo ugualmente candidato Sammezzano.

Questo perché, a prescindere dall’esito finale, la candidatura di Sammezzano al “7 Most Endangered” ha avuto e continuerà ad avere vari risvolti positivi. Infatti grazie ad essa:

  • Sammezzano è rientrato, quale unico sito italiano, nella rosa dei 12 siti culturali europei più a rischio, importante riconoscimento che non gli verrà mai revocato
  • Abbiamo rafforzato ulteriormente la nostra attività di networking a favore di Sammezzano, attività che un giorno potrà essere sfruttata a beneficio della futura proprietà di Sammezzano
  • Europa Nostra è venuta a conoscenza di Sammezzano e, nonostante l’esito finale dell’iniziativa, si è resa disponibile come canale di comunicazione per quanto riguarda gli sviluppi futuri, per eventuali lettere di supporto e per altre attività che riterrà possibile svolgere per Sammezzano al di fuori del “7 Most Endangered”.

 

A testimonianza del valore attribuito a Sammezzano, Europa Nostra ha deciso di onorare questo magnifico luogo usando una recente immagine della sua Sala da Ballo nella home page del proprio sito internet www.europanostra.org, sito che è visitato giornalmente da centinaia di cittadini europei.

 

 

I luoghi che invece sono stati selezionati per partecipare al programma completo e che dunque godranno dei benefici messi a disposizione da Europa Nostra e dall’Istituto della Banca Europea degli Investimenti, sono:

  • il centro storico di Vienna, Austria;
  • il Monumento di Buzludzha, Bulgaria;
  • il complesso monastico di David Gareji, Georgia;
  • il Casinò di Constanta, Romania
  • l’orfanotrofio greco di Prinkipo, Isole dei Principi, Turchia
  • la fabbrica di ghiaccio di Grimsby, Regno Unito
  • le chiese post-bizantine a Voskopoja e Vithkuqi, Albania

 

Ci auguriamo che il “7 Most Endagered” sia quanto più utile a questi luoghi che, a prescindere dalla loro ubicazione geografica, fanno moralmente parte del patrimonio culturale di tutta l’umanità.

 

Si coglie ovviamente l’occasione per ringraziare pubblicamente il Touring Club Italiano per la partnership sviluppata in tale ambito, e tutti gli altri soggetti che ci hanno comunque sostenuto ufficialmente in questa sfida europea, in primis:

  • Il Ministero dei Beni Culturali e del Turismo;
  • La Regione Toscana;
  • Il Comune di Reggello;
  • Italia Nostra – Associazione Nazionale per la Tutela del Patrimonio Storico, Artistico e Naturale della Nazione;
  • Il Comitato Ferdinando Panciatichi Ximenes D’Aragona;
  • La Società Geografica Italiana.

 

Altro ringraziamento va a tutti i mezzi stampa che hanno portato all’attenzione pubblica questa nostra iniziativa e a tutti i sostenitori che ogni giorno ci supportano con il loro entusiasmo e la loro passione.

A prescindere dall’esito del “7 Most Endangered”, anche tramite nuove e importanti iniziative che molto presto renderemo pubbliche, la nostra attività di sensibilizzazione proseguirà a spada tratta.

Autore dell'articolo: Francesco Esposito

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