Benvenuto nel portale web del movimento Save Sammezzano; Il nostro obiettivo è sensibilizzare cittadini e istituzioni in merito alla necessità di tutelare, valorizzare e rendere pubblicamente visitabile il Castello di Sammezzano ed il suo parco. Ricordiamo infatti che al momento visitare Sammezzano non è possibile.

 

Gli eventi culturali del movimento Save Sammezzano

Dalla nascita del nostro Movimento sono state organizzate numerose iniziative allo scopo di informare cittadini e istituzioni in merito all’importanza del Castello e del parco di Sammezzano.

Grazie alla nostra pagina facebook abbiamo raggiunto tantissime persone. Alcune di loro hanno voluto condividere le loro competenze e passioni aiutandoci in questa causa in modo pratico.

Fra gli eventi di Save Sammezzano , il più importante è stato lo spettacolo teatrale organizzato da Olga Generalova la quale ha lavorato con dedizione e passione per aiutarci a far conoscere Sammezzano.

 


Ciao a tutti,

sono Olga Generalova, danzatrice e coreografa laureata in danza e discipline coreutiche in Russia.

Da quando ero bambina le storie di castelli e misteri attorno a essi mi hanno sempre affascinata.Ho visto le immagini del castello di Sammezzano la prima volta in rete su Facebook e sono rimasta rapita dai colori, dalle forme e dalla fantasia dei suoi ambienti. Non credevo nemmeno che fosse un castello reale ma una scenografia!Da quando ho scoperto che si trova in Italia ho iniziato a seguire la sua vicenda grazie anche all’instancabile ed entusiasmante attività del Movimento Save Sammezzano.

Dal momento in cui il movimento ha iscritto il castello al Censimento Nazionale del FAI – Fondo Ambiente Italiano ho avuto l’idea di creare uno spettacolo teatrale narrando, attraverso la danza, questa meraviglia nascosta e per molti sconosciuta.

In seguito, conoscendo sempre di più la storia del creatore visionario del Castello da “Mille e una notte”, il marchese Ferdinando Panciatichi Ximenes d’Aragona, lo spettacolo si è concentrato su di lui e sulla sua memoria definendo la figura enigmatica, delusa, forse anche triste in contrasto con il tripudio di colori che la circondano.

Ho realizzato e strutturato lo spettacolo “L’Alhambra Toscana, enigma di Sammezzano” in quadri all’apparenza divisi tra loro, come fogli di carta che il marchese usa per scrivere le sue memorie che man mano diventano sempre più carico di delusione, amarezza e disprezzo per l’umanità che non ha saputo capirlo e apprezzarlo.

Ogni quadro è illustrato attraverso la danza e immagini proiettate che talvolta sono ambienti del castello o del parco, talvolta caratterizzano l’epoca in questione oppure illustrano lo stato d’animo del personaggio.

Il linguaggio coreutico usato spazia dalla danza antica a quella orientale, fusion, contemporanea ed etnica.

La danza storica, grazie alla presenza del gruppo di danza antica “Venus“, proietta lo spettatore all’epoca del castello: il rinascimento italiano.

Per dare vita alle atmosfere esotiche dell’India, Arabia, Cina e Andalusia mora, abbiamo usato il linguaggio della danza orientale e etnica grazie alla “Bellydance Jasmin Company” formata dalle migliore allieve della “Bellydance school Jasmin” da me diretta da oltre 15 anni.

Il tocco di particolarità e professionalità lo hanno portato anche i danzatori ospiti: Stefania De Lulis, con performance in stile “fusion dance” e Daniel Lapenna diplomato in danza presso la scuola di balletto di “la Scala” di Milano.

Infine, ma non meno importante,  il nostro personaggio principale: il marchese Ferdinando Panciatichi magistralmente interpretato da Lino Domizi (dalla sorprendente somiglianza fisica).

I bellissimi testi di Americo Marconi hanno colto in pieno i vari stati d’animo ed il carattere del Marchese.

Per introdurre il pubblico nel tema dell’orientalismo abbiamo allestito la mostra di quadri a tema di danza orientale della pittrice e grafica pescarese Mirta Maranca, che ha inoltre preparato una piccola conferenza sull’orientalismo dell’arte dell’800.

A spiegare l’importanza del Castello dal punto di vista architettonico è intervenuta l’architetto Stefania de Lulis.

Importantissima è stata anche la testimonianza di Nunzia Pandoli del movimento “Save Sammezzano” che ha presentato gli obiettivi  da raggiungere per far si che un monumento di grande interesse storico ed artistico non cada nell’oblio e venga salvaguardato.

Spero che il nostro impegno artistico abbia contribuito a questa nobile causa.

Olga Generalova

 


Ringraziamo Olga e tutti gli artisti che hanno dato vita alle forme, ai colori e alle incisioni che caratterizzano Sammezzano.

Per maggiori informazioni potete visitare il sito ufficiale:

 

 

Ricordiamo che visitare il castello di Sammezzano non è al momento possibile, ovvero nessuno può partecipare a visite al castello di Sammezzano. Quindi, purtroppo, attualmente l’unica risposta alla domanda “il castello di Sammezzano è visitabile?” è “No”.

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