Nunzia Pandoli di Save Sammezzano

Chi sono le persone impegnate operativamente in Save Sammezzano? Qual è la loro storia ? Che competenze hanno  e perché hanno deciso di mettersi in gioco in questa sfida? Scopriamolo insieme. 

Oggi parliamo di Nunzia Pandoli, una delle colonne portanti di Save Sammezzano.

 

Nunzia Pandoli

 

Nunzia Pandoli durante la conferenza stampa organizzata da Save Sammezzano in Regione Toscana il 6 marzo 2017

Nel mezzo del cammino della mia vita fino al 2015, ho conosciuto il Castello di Sammezzano e dopo lo stesso numero di anni ho iniziato ad impegnarmi per salvarlo. Una strana coincidenza, per me di grande significato.
Ma andiamo con ordine.
Dopo la laurea in Sociologia Economica e il Master in Gestione dell’Economia e dell’Impresa, ho alternato responsabilità in aziende industriali e commerciali a esperienze in società di consulenza di direzione dove mi sono occupata di strategie, marketing, comunicazione e formazione.

Nel 1992 ho fondato la divisione “Donne e Impresa” della società di consulenza di direzione dove allora lavoravo e condotto i primi corsi per imprenditrici della Toscana.
Dal 1996 sono libera professionista e nel 2000, con le allieve di uno dei miei corsi più riusciti, svolto nell’ambito di un progetto europeo, ho fondato l’associazione “AdAtta”.
Negli anni successivi ho svolto interventi di consulenza e formazione per la creazione e lo sviluppo d’impresa, per lo sviluppo delle risorse umane, specie femminili, per il cambiamento strategico e organizzativo in aziende private, associazioni di categoria, enti pubblici.

Nell’arco di 20 anni ho elaborato numerosi business plan per imprese industriali e di servizi e svolto selezioni del personale per le aziende dove ho lavorato, oltre che dei candidati ai corsi di formazione che ho progettato e condotto.
Negli anni più recenti ho lavorato soprattutto nel settore “risorse umane e organizzazione” e oggi mi occupo in prevalenza di benessere organizzativo.

Ho scoperto il Castello di Sammezzano nel 1982, quando ho letto l’articolo “Alhambra Anastatica” di Maria Cristina Tonelli su FMR, la prestigiosa rivista d’arte di Franco Maria Ricci. Quelle foto mi hanno stupito e aperto un mondo. Me ne sono innamorata. Anzi, ce ne siamo innamorati in due, io e il mio futuro marito.

Nunzia Pandoli il giorno delle sue nozze al Castello di Sammezzano

Quatto anni dopo, quando si è trattato di decidere dove festeggiare le nostre nozze, non abbiamo avuto dubbi.
Dovevamo solo verificare se il ristorante era accessibile alle nostre possibilità. Per fortuna lo era. O meglio, lo è diventato quando abbiamo deciso di rinunciare ad un viaggio di nozze più impegnativo. E così abbiamo realizzato il nostro sogno.

E’ stato davvero un giorno felice, con pochi parenti e amici, tutti immersi nello stupore di una meraviglia unica e irripetibile, nella consapevolezza di un privilegio riservato a pochi di cui sarò per sempre grata.    L’unico rammarico è stato non poter visitare il Parco perché pioveva. 

Da quel giorno non ci sono più tornata e ho conservato, in un angolino nascosto della memoria, un ricordo che non vedeva l’ora di riemergere con prepotenza, per darmi nuovi emozioni.

Il momento è arrivato a fine settembre 2015, quando ho visto la pagina Facebook di Save Sammezzano. Un tuffo al cuore.                                                                                                                                                                                                  Ho cominciato a condividere i post che vedevo pubblicati ogni giorno per far conoscere  a tutti i miei contatti le meraviglie del Castello e la sua triste situazione di abbandono.   Sono così entrata in contatto con il fondatore del movimento, Francesco Esposito.                                                                                                                                                                                                                                Il resto fa ormai parte della storia di Save Sammezzano e di tutte le iniziative realizzate insieme ai compagni di una missione che è una grande sfida ma è anche molto entusiasmante, perché condotta con vera passione e impegno costante da parte di tutti, giovani e meno giovani: fare proprio tutto il possibile per far tornare Sammezzano splendido come un tempo e rendere visitabile la sua parte più preziosa, affinché il suo incanto possa essere condiviso come bene comune da tutti coloro che lo amano e lo ammirano come noi.

 

 

Se vuoi saperne di più, consulta il profilo Linkedin di Nunzia Pandoli

Autore dell'articolo: Francesco Esposito

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