Rettifica alle origini del mito: parla “Il Reporter”

Ben volentieri pubblichiamo l’informativa inviataci dalla Direttrice de “Il Reporter”, la Dott.ssa Francesca Puliti, nella quale viene meglio chiarito l’origine del mito delle 365 stanze di Sammezzano. 

 

Gentili curatori del sito Save Sammezzano,

in riferimento all’articolo “Il mito delle stanze di Sammezzano: ecco come è nato”, pubblicato sul vostro sito il 1° marzo scorso, ci sentiamo in dovere di fare qualche precisazione.

Non riteniamo, infatti, di poter essere accreditati come “fonte del mito” delle 365 stanze del Castello di Sammezzano. Come riportano anche alcuni dei vostri lettori nei commenti al suddetto articolo, la leggenda delle 365 stanze era già diffusa ben prima della data del testo da voi incolpato, pubblicato da una nostra collaboratrice sul sito del Reporter nel marzo 2012. Alcuni commenti fanno riferimento “agli ultimi 10 anni”, altri a un tempo ben più remoto. Sembrerebbe trattarsi, dunque, di una storia di lungo corso che ha colpevolmente colpito anche la nostra redazione.

Ciò non toglie che le fonti vadano sempre controllate: ci scusiamo per l’errore riportato (ovviamente in buona fede), ma all’epoca della stesura dell’articolo non era possibile verificare l’esatto numero delle stanze, essendo il Castello di Sammezzano chiuso e interdetto al pubblico da anni. Inoltre, la pubblicazione a cui fate giustamente riferimento, il libro “La Villa di Sammezzano. Un’Alhambra toscana”, nel quale si riportano dati tecnici e planimetrie, è uscita cinque anni più tardi rispetto all’articolo del Reporter.

Provvederemo quanto prima a correggere l’articolo sul nostro sito internet, per interrompere – almeno per quel che ci riguarda – la spirale che alimenta questa inesattezza sul Castello di Sammezzano, che peraltro ci sta molto a cuore. E ne approfittiamo per ribadire la nostra più completa disponibilità a dare risalto a notizie che riguardino le attività promosse al fine di preservare il Castello, così come ad accogliere altre segnalazioni utili alla cittadinanza.

 

Cordialmente,

Francesca Puliti e Matteo Francini

Autore dell'articolo: Francesco Esposito

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