Sammezzano visitabile integralmente: un sogno incompiuto

by Francesco Esposito

I pochi fortunati che sono riusciti a visitare Sammezzano nel corso di questi ultimi anni (grazie principalmente ai volontari del Comitato FPXA, che hanno aperto il castello in modo lodevole e totalmente disinteressato) sono rimasti impressionati dalla sua unicità.

Eppure nessuno di questi è riuscito a visitare integralmente l’intera tenuta di Sammezzano, hanno potuto infatti fruire unicamente di una piccola parte di essa. Durante i rari accessi pubblici, Sammezzano è stato reso visitabile soltanto parzialmente, e perlopiù sono stati mostrati esclusivamente i saloni principali (che sono anche i più famosi) del castello, i quali sono ubicati tutti al piano nobile. Ma questi saloni, che fanno parte del “tour” classico, rappresentano al massimo il 40% della superficie totale del castello e un’infinitesima parte dell’intera tenuta.

Nel castello ci sono inoltre anche altre aree interessantissime da visitare. Sarebbe per esempio bellissimo passeggiare tra i ballatoi ubicati al secondo piano, come quello che incorona la Sala da Ballo e quello che attornia il grande salone d’ingresso. Un’esperienza del genere consentirebbero di “vedere” gli ambienti sottostanti con una nuova e inaspettata prospettiva. Molto stimolante sarebbe anche affacciarsi dai balconcini interni che si sporgono sulla Sala dei Gigli e sulla Sala delle Stelle. Qualcosa di affascinante da vedere non sarebbe solamente al 2° piano; anche il pian terreno ha le sue “sorprese”. Proprio qui è presente l’enorme pigna in terracotta che consentiva lo zampillare dell’acqua al centro della Sala da Ballo, e sempre qui è possibile ammirare, incastonate nel muro, secolari tavole in pietra con antiche incisioni romane. Incredibilmente emozionante sarebbe inoltre addentrarsi nei tanti passaggi segreti che dal piano monumentale portano ai piani sottostanti, fino ad arrivare alle segrete del castello. Ma la cosa più entusiasmante da fare (per chi non soffre di vertigini) sarebbe senza dubbio salire sull’alta torre dell’orologio, e ammirare la meravigliosa vista che si apre a 360° su tutta la tenuta. Un panorama sicuramente mozzafiato.

Ma, oltre al castello, nella tenuta di Sammezzano ci sarebbero anche altri luoghi sorprendenti che potrebbero essere resi visitabili a seguito di seri interventi di restauro.

Nell’ampio parco, dove è possibile ammirare specie arboree provenienti da tutto il mondo (più famosa tra tutte, la grande sequoia gemella, maestoso albero monumentale che arriva fino a quasi 60 metri di altezza), sono infatti “disseminati” annessi di vario genere, tra i quali:

–              La casina cinese, una struttura di oltre 200 mq, alta 2 piani e non troppo distante dal Castello. Inizialmente adibita a residenza del custode, è stata realizzata secondo lo stile architettonico della Cina imperiale (proprio per questo è stata rinominata “Casina Cinese). Questo la rende una struttura unica nel suo genere;

–              La grotta di Venere,  una grotta artificiale con più entrate, ubicata sotto il viale principale che da Leccio porta al Castello di Sammezzano. Al suo interno scorreva l’acqua ed era presente una statua di Venere dalle eleganti rifiniture;

–              Il ponte moresco, così chiamato perché realizzato secondo lo stile artistico islamico sviluppatasi tra la fine dell’XI secolo e la fine del XV nell’area del Mediterraneo occidentale;

–              La maestosa ghiacciaia (una delle più grandi d’Italia!), un manufatto architettonico destinato all’immagazzinamento del ghiaccio, che veniva poi utilizzato nel periodo estivo.

Se coloro che hanno avuto la possibilità di vedere solamente parte del piano nobile del castello (e nemmeno nelle sue migliori condizioni, in quanto poco curata e spoglia di tutti gli originali complementi d’arredo) sono rimasti così meravigliati della sua bellezza, cosa proverebbero se riuscissero a vedere tutta la tenuta di Sammezzano riportata al suo antico splendore?

E’ perciò importante continuare a sensibilizzare affinché la tenuta di Sammezzano sia recuperata nella sua interezza per poi essere resa integralmente visitabile a beneficio di tutti.

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