Sara Mohaddes di Save Sammezzano

Chi sono le persone impegnate operativamente in Save Sammezzano? Qual è la loro storia? Che competenze hanno e perché si sono messe in gioco in questa sfida? Scopriamolo insieme: oggi parliamo di Sara Mohaddes, una delle colonne portanti di Save Sammezzano.

 

Sara Mohaddes

 

Sono nata e cresciuta a Firenze da madre pugliese e padre iraniano, che la fortuna ha voluto far incontrare in questa città quando erano entrambi studenti.

Forse per le mie origini lontane, ho sempre avuto una forte curiosità di conoscere altre culture, una voglia inesauribile di viaggiare e di scoprire il bello che c’è nel mondo.

 

Mi sono laureata in architettura nel 2006, specializzandomi in progettazione sostenibile e a basso impatto ambientale, con una tesi di laurea focalizzata sulla metodologia dell’analisi del ciclo di vita (Life Cycle Assessment – LCA) applicata al settore edilizio, svolta nell’ambito di un tirocinio presso il centro ricerche ENEA di Bologna.

Dal 2006 ho sempre affiancato all’attività di architetto quella di ricerca su materiali e tecnologie edilizie sostenibili. Ho collaborato con alcuni importanti studi di progettazione specializzati in bioedilizia e progettazione di edifici a basso impatto ambientale, in particolare con il gruppo Éneryet-energias renovables di Granada, dove ho avuto la fortuna di lavorare all’ombra dell’Alhambra, e con Studiobiòs Associati di Firenze. Parallelamente ho collaborato con l’allora Dipartimento di Tecnologie dell’Architettura e Design “Pierluigi Spadolini”, dell’Università degli Studi di Firenze.

Gli stimoli ricevuti durante la mia formazione, e dal mondo del volontariato e dell’associazionismo che ho frequentato per molti anni, mi hanno portato a credere fortemente nell’importanza del dare un valore sociale alla professione, e questo è stato il filo conduttore che mi ha guidato nelle diverse esperienze lavorative che ho cercato.

Nel 2011 sono partita per Kinshasa (Repubblica Democratica del Congo), dove già avevo avuto una breve esperienza nel 2007. Esperienza che mi aveva lasciata con la voglia di tornare per fare qualcosa di più concreto. L’occasione si presentò quando l’associazione Amour et Libertè Asbl mi propose di andare a supervisionare i lavori per la costruzione di una scuola. Da lì sono rimasta a Kinshasa quasi 2 anni ed è stato uno dei periodi più formativi della mia vita, umanamente e professionalmente.

Dal 2013 al 2015 ho lavorato come assegnista di ricerca presso l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, nell’ambito dell’analisi LCA applicata al settore edilizio e della valutazione degli aspetti ambientali e sociali negli interventi di recupero urbano e di valorizzazione del patrimonio culturale, attraverso la Social-LCA.

Dal 2015 svolgo attività di progettazione e consulenza a Firenze come libera professionista, e docenze in corsi di formazione sulle tematiche della progettazione sostenibile e della metodologia LCA.

Nello stesso anno ho avuto la fortuna di visitare il Castello di Sammezzano, grazie a una delle visite organizzate dal Comitato FPXA. Sono rimasta completamente rapita dalla meraviglia di quegli ambienti, ma allo stesso tempo profondamente rattristata per le condizioni di degrado che emergevano con uno sguardo più attento. Pochi mesi dopo ho appreso la notizia della messa all’asta del castello e mi sono messa in contatto con Francesco Esposito, per dare il mio contributo al movimento che stava nascendo.

Non ci è voluto molto a capire che stava accadendo qualcosa di unico: persone che inizialmente nemmeno si conoscevano, con esperienze, provenienze ed età diverse, ma unite da una fortissima motivazione e da un obiettivo comune in cui non abbiamo mai smesso di credere. Un movimento di cittadini che si sentono parte in causa e che vogliono avere un ruolo attivo nel sottrarre Sammezzano all’incuria e al degrado.

Siamo determinati a fare sentire ancora la nostra voce per chiedere la tutela e la valorizzazione di Sammezzano, e a supportare con ogni mezzo chi come futura proprietà vorrà riportare il castello ed il parco all’antico splendore e permettere il godimento da parte di tutti di un bene unico del nostro patrimonio culturale.

 

 

Se come noi siete professionisti di settore pronti a mettere volontariamente il vostro tempo e le vostre competenze a servizio di questa causa, oppure siete investitori disposti a finanziarie/sponsorizzare le nostre attività di sensibilizzazione, scriveteci a info@savesammezzano.com.  Save Sammezzano ha bisogno di voi!

Autore dell'articolo: Francesco Esposito

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