Visitabilità occasionale: modello vittorioso o rischioso palliativo?

by Francesco Esposito

Le visite a Sammezzano che sono state organizzate lo scorso fine settimana in occasione delle giornate di primavera FAI – Fondo Ambiente Italiano, hanno visto un tono trionfalistico ed elogiativo sui mezzi stampa e non solo.

Ma adesso che ci lasciamo alle spalle questo weekend di aperture eccezionali, cosa rimane?

E’ singolare che si celebrino in modo così trionfale due giorni di apertura, e non si faccia un’adeguata analisi sui restanti 363 giorni di chiusura al pubblico. Tanto quant’è singolare che si dia come straordinario il fatto che la cittadinanza non abbia altra scelta, per visitare quello che è il più importante esempio di architettura eclettica d’Italia, se non quella di recarcisi in quei soli due giorni e solamente dopo essersi “sfidati” ad un fulmineo click day cui solamente i più “veloci” (e i più avvezzi alla tecnologia) riescono a prenotarsi.

Insomma, sono non poche le cose singolari.

Se invece Sammezzano fosse aperto tutto l’anno – anche secondo le modalità intraprese in queste due giornate, che hanno imposto ai visitatori l’erogazione obbligatoria di una donazione minima consigliata, che però non è andata a diretto beneficio di Sammezzano – , oltre ad attrarre flussi turistici maggiori e continuativi, si ricaverebbero risorse economiche da investire nei più urgenti interventi di restauro. Senza contare che Sammezzano diventerebbe ancora più conosciuto e “interiorizzato” dagli italiani, e potrebbe essere studiato e compreso maggiormente, con le tecniche più attuali e approcci alla ricerca storico-artistica, archeologica o antropologica contemporanea. Ma queste sono forse preoccupazioni che non tutti si pongono.

Non dobbiamo né possiamo rischiare di far passare il messaggio che il modello appena applicato “o così, o Sammezzano non lo potrai mai visitare” sia quello vincente. Potrà essere utile, forse, a far giustamente felice qualcuno che da tanti anni desidera visitarlo o a portare visibilità su questo o sull’altro ente, ma ciò non significa che possa essere preso d’esempio come prototipo di successo da applicare a vita natural durante, o comunque finché la situazione strutturale di Sammezzano lo consente.

Come possiamo esultare di fronte a un luogo così straordinario non restituito alla collettività, ma parzialmente visitabile per sole due giornate l’anno, e nemmeno nel massimo del suo splendore?
Sammezzano non è fatto per essere “amato” solamente 2 giorni l’anno.
O lo si ama sempre, o non lo si ama mai.

Ovviamente vanno ringraziati tutti i volontari, perlopiù del Comitato FPXA, per quello che hanno fatto in passato e continuano a fare – con totale abnegazione e sincero disinteresse – in occasione delle visite eccezionali di Sammezzano, ma non possiamo assuefarci a questo modello di semi-visitabilità, se non inserito in un più ampio piano d’azione che preveda anche la messa in sicurezza ed il recupero di Sammezzano.  

Tanto meno può essere elogiata una strategia comunicativa autocelebrativa e trionfalistica volta a festeggiare 2 giorni di apertura di Sammezzano, mentre arrivederci e grazie per i restanti 363 giorni.

Non è questo il modello di valorizzazione e tutela di cui Sammezzano ha bisogno, o almeno non soltanto.

Manifestazioni come questa non possono essere mascherate come una “festa” celebrativa di un obiettivo raggiunto.  Al massimo possono servire per imbastire una rappezzata e momentanea toppa su situazioni di urgente emergenza. Ma se iniziative di questo genere – seppur lodevoli – diventano la prassi per una situazione che si protrae oramai invariata da 30 anni, allora significa che qualcosa non sta funzionando. Non basta gioire perché Sammezzano, altrimenti inaccessibile,  apre le porte due giornate: occorre chiedersi per quali ragioni sia chiuso nei rimanenti trecentosessantatré giorni e cosa siamo pronti a fare concretamente tutti insieme affinché le cose cambino.

Se Sammezzano è visitabile 2 giorni l’anno dietro la corresponsione di una donazione obbligatoria (che però non va a suo diretto beneficio), a questo punto diventa naturale domandarsi se possa essere visitato tutti i giorni in cambio di una donazione volta invece al suo restauro.

Perché non rendere le visite regolari, applicando parte dello stesso modello e quindi chiedendo una donazione minima più alta da usare direttamente per il recupero di Sammezzano?

Perché non creare una grande lista d’attesa dove chiunque, a seguito della suddetta donazione, si possa iscrivere in modo semplice e in qualunque momento?

Siamo sicuri che i potenziali visitatori sarebbero pronti a donare cifre ben più alte, sapendo che, oltre a consentigli di visitare Sammezzano, sarebbero completamente reinvestite nel suo risanamento. Noi di Save Sammezzano riceviamo decine di richieste di accesso ogni settimana, anche da parte di persone che sono disposte a donare addirittura 100 Euro pur di visitarlo.

Perché non realizzare il sogno di tutte queste persone e al contempo raccogliere risorse economiche da utilizzare per il restauro di Sammezzano?

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7 comments

Rosaria Maggio 17, 2021 - 10:36 pm

Ho avuto la fortuna di poterlo visitare. Sono stata tra i pochi eletti che sono riusciti a prenotarsi. Ben venga il Fai che ha forse spinto perché si potesse visitare, ma poi cos’altro ha fatto di concreto durante la visita? Non mi pare molto, tranne allestire i banchi per chiedere iscrizione al Fai e farsi pubblicità. Ah, inoltre prenderei a calci nel sedere tutti quei visitatori che si sono persi il patacchino adesivo, e che nessuno si è degnato di raccogliere, che gli davano al punto di arrivo… La visita è stata gestita dal comitato Fxpa Samezzano e non vedo alcun motivo per cui non possano continuare a farlo per altre visite, come hanno già fatto in passato. Io penserei a visite durante i periodi meno piovosi così da evitare ulteriore degrado al castello e poter godere della luce naturale che renderebbe i colori e le stanze molto più suggestive. Meno persone per gruppo, così da poter avere la sensazione che tu sia un unico visitatore. Credo che chi voglia veramente veder rinascere questo posto sia disposto a fare liste di prenotazione e a pagare anche un contributo più alto che venga destinato al recupero di questa opera eccelsa.

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Arianna Simonetti Maggio 18, 2021 - 10:44 am

Bravo sig Esposito, la sua proposta è lodevolissima e l’approvo in pieno.
Sono sicura che, così facendo, si faranno avanti società o semplicemente persone amanti della storia, che potranno elargire somme più ingenti delle nostre.

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Eli Maggio 18, 2021 - 12:20 pm

Ciao Francesco, condivido in pieno la tua idea!! Ho saputo di questi 2 gg quando ormai i posti erano finiti.. se fosse possibile aprirlo regolarmente credo che i visitatori non mancherebbero di certo e sicuramente tutti saremo contenti di contribuire al recupero di Sammezzano

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Bruno Cosimo Pati Maggio 18, 2021 - 1:00 pm

Da TRENT’ANNI solo parole. Lr visite programmate sono per altri fini di aguzzini. Il FAI e o altri ha tutti noi ignoti fanno i propri nteressi .
Buon lavoro comunque.

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ivana vaiani Maggio 18, 2021 - 2:19 pm

Beh secondo me come inizio x sensibilizzare e creare la voglia di visitarlo può anche essere una buona pubblicità.
Ma resta il fatto che un patrimonio tale non vada lasciato solo x altri 363: giorni.
Ideale continuare con le visite regolamentate e giusta la donazione ,ma x il restauro di tale struttura

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Ferdinado Panciatichi Maggio 18, 2021 - 4:44 pm

Il suo parlar mi e’ caro, egregio Sig.re Esposito, ma a parte che ripetere per ben 4 volte lo stesso concetto in questo suo divenir di parole, alla fine di cose concrete cosa sta’ facendo ?
Le persone gia’ da molto tempo sono a conoscenza del problema che lei, Ripeto, ha espresso con tanta insistenza ma oggi piu di quelle parole occorrono i fatti e visto che il tutto e’ privato parli con chi il bene appartiene e trovi una soluzione accettabile che possa rendere il tutto bello e visitabile come lo era quando lo realizzai, tenga presente che ero (a quel bellissimo fine ottocento) e lo sono ancora piu’, convinto che non Tutti debbano vederlo perche’ in pochi sanno apprezzare e comprendere i messaggi che ho inserito in quelle sale,
La ringrazio per il tempo che mi ha dedicato
Marchese Ferdinando Panciatichi Ximenes D’Aragona

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Paola Maggio 19, 2021 - 5:38 pm

Io ho avuto la fortuna di visitarlo, e sono dell’idea che con un tariffario simile a quello di tutti i musei, con tkt famiglia, sconti soci o gruppi o altro, tutti sarebbero più che soddisfatti di poter dare un contributo per far sì che non vada distrutta una tale meraviglia. E darebbe anche lavoro a guide, accompagnatori e informatici, giardinieri, muratori e tutti coloro che potrebbero essere coinvolti x seguire le prenotazioni, l’organizzazione delle visite e la ristrutturazione, o anche la sola messa in sicurezza. Grazie sempre x il vostro lavoro e impegno costante e instancabile

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