Dopo anni di attesa, per il Castello di Sammezzano arriva un passaggio decisivo: la Soprintendenza ha autorizzato gli interventi di restauro e messa in sicurezza dell’edificio. Il cantiere dovrebbe aprire nella seconda metà di Agosto 2026.
Dopo decenni di abbandono, il recupero del Castello di Sammezzano entra finalmente in una nuova fase.
La Soprintendenza avrebbe infatti dato il via libera agli interventi necessari per avviare il primo importante cantiere di restauro del monumento dopo la sua lunga stagione di abbandono. Questa notizia rappresenta un passaggio particolarmente significativo nel percorso di rinascita di Sammezzano.
Le autorizzazioni riguardano gli interventi sulla facciata, sul tetto, sui lucernari e sulle finestre del Castello, ovvero alcune delle parti dell’edificio maggiormente esposte all’azione degli agenti atmosferici e che necessitano di essere messe in sicurezza prima di poter procedere con le successive fasi del recupero.
Il cantiere partirà dopo Ferragosto
Secondo recenti diciarazioni rilasciate dalla proprietà, le imprese specializzate incaricate dei lavori sono già state individuate e l’apertura del cantiere è prevista poco dopo Ferragosto.
L’obiettivo più urgente è intervenire sull’involucro esterno del Castello per proteggerlo dalle infiltrazioni e dagli effetti delle intemperie, soprattutto in vista dell’arrivo della stagione autunnale e invernale.
Si tratta di un passaggio fondamentale.
Prima di affrontare il delicatissimo restauro degli straordinari ambienti interni di Sammezzano, è infatti necessario garantire la stabilità e la protezione dell’edificio.
Facciata, tetto, lucernari e finestre
Gli interventi autorizzati dalla Soprintendenza interesseranno quindi quattro elementi fondamentali dell’architettura del Castello:
- la facciata, che costituisce uno degli elementi più caratteristici dell’edificio;
- il tetto, fondamentale per proteggere la struttura dalle infiltrazioni;
- i lucernari, attraverso i quali la luce naturale entra in alcuni degli ambienti del complesso;
- le finestre, anch’esse indispensabili per garantire la protezione degli interni.
La loro messa in sicurezza rappresenta una condizione essenziale per preservare le decorazioni, gli apparati architettonici e le strutture che rendono Sammezzano uno dei più importanti esempi mondiali di architettura orientalista.
Un passaggio atteso da anni
Per comprendere l’importanza di questo momento bisogna ricordare la lunga storia recente di Sammezzano.
Dopo la chiusura dell’hotel negli anni Novanta, il Castello è rimasto per molti anni sostanzialmente inutilizzato e in stato di semi-abbandono. L’assenza di una manutenzione continuativa ha progressivamente aggravato le condizioni dell’edificio, esponendolo al degrado e alle infiltrazioni.
È proprio in questo contesto che nel 2015 è nato il movimento civico Save Sammezzano, con l’obiettivo di riportare l’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni sulla necessità di salvaguardare il complesso.
Proprio grazie a quanto abbiamo fatto nell’ambito di Save Sammezzano, negli anni successivi Sammezzano è stato protagonista di importanti campagne di sensibilizzazione e riconoscimenti internazionali, mentre il tema della sua conservazione è diventato sempre più centrale.
Oggi, finalmente, si passa dalla fase della sensibilizzazione a quella dell’intervento.
Il Castello non deve più soltanto essere salvato: può finalmente proseguire il suo percorso di restauro.
La nuova proprietà e il progetto di recupero
La Tenuta di Sammezzano è stata acquisita nel luglio 2025 dalla società SMZ Srl, riconducibile alla famiglia Moretti di Firenze.
L’acquisizione ha aperto una nuova fase nella storia del complesso.
Il progetto prevede infatti un importante programma di recupero dell’intera Tenuta, con un investimento complessivo indicato dalla proprietà in circa 80 milioni di euro.
Il progetto non riguarda soltanto il Castello, ma anche il grande parco storico di Sammezzano e gli altri edifici presenti nella Tenuta.
Nel corso dei mesi successivi all’acquisizione sono già stati realizzati alcuni interventi preliminari, tra cui attività di pulizia e manutenzione delle aree esterne, la sistemazione di alcuni percorsi e fossati.
Ora, con il via libera della Soprintendenza, può iniziare una fase completamente diversa.
Anche il parco al centro degli interventi
Parallelamente al lavoro sul Castello, particolare attenzione è stata dedicata al patrimonio arboreo del parco.
La proprietà ha avviato una mappatura degli alberi presenti nella Tenuta, individuando oltre 440 esemplari di particolare interesse, per i quali sono in corso valutazioni sullo stato di salute.
Il patrimonio botanico rappresenta infatti una parte integrante dell’identità storica di Sammezzano.
Il parco progettato nel XIX secolo da Ferdinando Panciatichi Ximenes d’Aragona non costituisce semplicemente la cornice paesaggistica del Castello, ma è parte integrante del progetto architettonico e culturale della Tenuta.
La sua conservazione sarà quindi un elemento fondamentale della futura rinascita di Sammezzano.
Il Castello non è ancora visitabile
L’apertura del cantiere comporterà inevitabilmente alcune limitazioni, che chiediamo a tutti i nostri sostenitori ed agli amanti di Sammezzano in generale di rispettare.
Sammezzano non è attualmente aperto alle visite e, con l’inizio dei lavori, l’accesso alla Tenuta sarà ulteriormente limitato per motivi di sicurezza.
È importante ricordarlo soprattutto perché il desiderio di tornare a visitare il Castello è fortissimo tra le migliaia di persone che negli ultimi anni hanno seguito la vicenda di Sammezzano.
Ma proprio questo è il punto fondamentale.
Per poter tornare ad accogliere i visitatori, Sammezzano deve prima essere restaurato e messo in sicurezza.
Il cantiere che sta per aprire rappresenta quindi il primo passo concreto verso quella futura riapertura.
Dalla tutela al restauro
Il via libera della Soprintendenza assume quindi un significato che va oltre l’aspetto strettamente amministrativo.
Per anni la domanda è stata: come salvare Sammezzano?
Oggi quella domanda comincia ad avere una risposta concreta.
Il percorso sarà ancora lungo e complesso. Restaurare un monumento come Sammezzano significa intervenire su un edificio unico, caratterizzato da una straordinaria complessità architettonica e decorativa e da materiali che richiedono competenze altamente specialistiche.
Ma i primi passi sono stati finalmente compiuti.
Il cantiere sta per aprire.
E dopo tanti anni di attesa, questa è probabilmente la notizia più importante.
Un nuovo capitolo per Sammezzano
Il 2026 potrebbe quindi essere ricordato come l’anno in cui il recupero di Sammezzano è finalmente entrato nella sua fase operativa.
Il via libera della Soprintendenza consente di procedere con gli interventi sulla parte esterna dell’edificio e di creare le condizioni necessarie per affrontare, successivamente, le altre fasi del grande progetto di recupero.
La strada da percorrere è ancora lunga, ma oggi Sammezzano ha qualcosa che per molti anni è mancato: un progetto di recupero concreto e dei proprietari seri determinati a portarlo a compimento.
Dopo decenni di abbandono, il Castello torna finalmente a guardare al futuro.
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