Idee di sviluppo

Attività primarie

Se si ottenessero i fondi necessari, il Castello di Sammezzano ed il suo parco tornerebbero al loro antico splendore, sarebbero un luogo di grande attrazione e non solo per le persone del territorio, ma anzi come si è potuto constatare la recezione sarebbe a largo raggio.
Sicuramente il primo passo per aiutare la fruizione del luogo sarebbe quella di coordinare in modo più efficiente la rete dei servizi di trasporto. Il fruitore deve avere la possibilità di raggiungere facilmente il luogo, potendo reperire in modo facile e veloce tutte le informazioni sul caso. Per questo potrebbe essere usato il sito internet di Save Sammezzano, dove verrebbe aggiunta la voce “Come arrivare”, nella barra di selezione in alto, in modo tale che le informazioni siano chiare e facilmente leggibili. Il castello è in una posizione facilmente raggiungibile in auto, essendo vicino ad una strada provinciale e, come è stato detto in precedenza, a circa 4 km dal centro del comune, si arriva alla stazione di Rignano sull’Arno che collega il comune alle altre città e dista da Firenze soli 30 km. Il tutto potrebbe essere agevolato da un servizio bus collegherebbe la stazione al castello, facilitando così gli spostamenti. Le tratte ferroviarie e quelle degli autobus dovrebbero essere intensificate tramite un coordinamento degli enti competenti, il tutto potrebbe essere effettuato dopo aver ottenuto degli investimenti necessari per l’attuazione del progetto di riqualificazione.

In particolare sarebbe opportuno intensificare la tratta ferroviaria Firenze – Rignano sull’Arno e dalla stazione ci dovrebbe essere una navetta che porterebbe direttamente al castello. Tutte le informazioni devono essere tradotte in diverse lingue e in questo aspetto il sito è ben fatto in quanto prevede la traduzione della pagina in 8 lingue diverse, compreso l’italiano.
Oltre ai servizi di trasposto devono essere gestiti in modo adeguato tutti i servizi di accoglienza del visitatore: biglietteria, caffetteria, bookshop, ecc… Dovranno essere istituiti servizi di biglietteria sul posto e on line. Dovranno essere garantiti servizi di guida e di assistenza didattica per le scuole, per ottimizzare l’offerta formativa della visita. Dovranno essere consentiti momenti di approfondimento successivi alla visita attraverso approfondimenti on-line o tramite vari testi tematici presenti del bookshop. Devono essere attuate tutte quelle norme che permettono la fruizione della visita anche a persone con disabilità, la struttura in questo momento non è assolutamente aggiornata su questi aspetti. Sarebbe opportuno pensare a delle visite per i non vedenti grazie agli studi in merito, una guida potrebbe accompagnare direttamente il visitatore e gli dovrebbe acconsentire di toccare le pareti, sempre con la dovuta attenzione. La residenza si presta benissimo a questo tipo di visita in quanto le colonne e le pareti hanno dei pattern decorativi in rilievo, caratterizzati da diverse forme geometriche facilmente percepibili al tatto. La guida
potrebbe essere essa stessa non vedente, creando così un rapporto lavorativo con qualche associazione del luogo. Si potrebbero istituire anche delle audioguide o meglio, si potrebbero utilizzare delle video-guide capaci di ricreare in realtà aumentata gli interni della residenza con il mobilio originale, per ricreare la magia e l’atmosfera orientaleggiante in modo ancora più concreto.

Le foto rinvenute nell’archivio fotografico Alinari diventano un’ottima fonte per poter ricreare virtualmente gli arredi d’interno con una precisione storica. Gli elementi virtuali sono capaci di offrire una visita culturale più dinamica, accattivante e sorprendente, e non è un caso se in molti siti europei questa pratica abbia un notevole successo. Molti dei servizi appena elencati potrebbero essere affidati a diversi enti esterni, per ottimizzare i costi di gestione. Il castello deve consentire la massima accessibilità per favorire la visita, grazie ad interventi mirati a garantire un comfort generale a tutti i visitatori. La visita al sito dovrebbe essere un arricchimento formativo, ma allo stesso tempo deve essere piacevole e stimolante.
È opportuno pensare ad un progetto di valorizzazione della residenza attraverso eventi, conferenze, seminari, attività in loco, cercando di collaborare sempre con enti locali e regionali. Una sala della residenza potrebbe essere adibita a sala per le conferenze e i seminari, ricerche ed approfondimenti sarebbero così veicolati in modo efficiente. Si potrebbero sviluppare progetti di ricerca sulla residenza, partendo dalle ricerche che già le fondazioni dei volontari hanno attuato. Numerosi sarebbero gli spunti, per esempio si possono affrontare seminari sull’aspetto artistico della residenza e si potrebbero chiamare degli specialisti direttamente dalla Spagna, dall’Inghilterra, dalla Turchia o dall’Egitto, favorendo scambi culturali molto interessanti. Una ricerca sulla figura del proprietario sarebbe molto interessante e potrebbe essere uno spunto per approfondire delle tematiche storico, politiche e sociali dell’Italia di fine Ottocento. Il parco sarebbe un’altra fonte di riflessione, favorendo possibili seminari di botanica in collaborazione con gli istituti di Siena e Lucca. L’approfondimento storico e culturale permette di fruire informazioni sempre più ricche e corrette ai visitatori e a sviluppare una valorizzazione sempre più consapevole.

Si potrebbero organizzare mostre, manifestazioni culturali ed iniziative promozionali capaci di rendere attiva e vivace la vita della residenza rendendo così il sito un polo culturale di grande rilevanza per il territorio e fidelizzando contemporaneamente i cittadini della zona. Il parco, dopo un’adeguata manutenzione, diventerebbe a sua volta una perfetta location per eventi serali nella bella stagione (nel rispetto del parco stesso). La valorizzazione del bene, e quindi la nuova gestione, potrebbe portare a delle conseguenze negative per il territorio, è necessario quindi prenderle in esame per poterle arginare tempestivamente. La promozione del castello avrebbe un eco di grande impatto e accorrerebbero in zona centinaia, se non migliaia, di persone causando dei possibili disagi alla popolazione del luogo e al paesaggio stesso. Traffico in aumento, forte inquinamento, difficile gestione dell’ordine pubblico e tante altre problemi d’interazione tra gli abitanti stessi e il turista/escursionista.
Sicuramente molte persone del luogo ne sarebbero felici visto che lottano da anni perché il sito diventi di patrimonio di tutti, ma non tutta la popolazione è preparata a questa eventualità. È oramai risaputo che è molto difficile, per lo meno agli inizi, l’interazione tra il turismo di massa e gli abitanti di zone che non avevano conosciuto questo fenomeno in precedenza. Le istituzioni devono preparare la cittadinanza alle possibili conseguenze del turismo dei grandi numeri e deve attivarsi con tutte le realtà del territorio per poter arginare con tempestività i vari problemi. La popolazione deve collaborare attivamente e allo stesso tempo le istituzioni devono monitorare costantemente la situazione affinché non si arrivi ai limiti della sopportabilità. L’interazione tra il turista/escursionista e la popolazione del luogo deve essere un processo sostenibile e positivo. Le istituzioni hanno quindi il compito di monitorare costantemente gli impatti economici e soprattutto quello ambientale, affinché il turismo sia sostenibile per il territorio.

Testo di Sofia Modelli presente in “Il Castello di Sammezzano” – Tesi di Master in promozione turistica e gestione dei beni e degli eventi culturali

 

Attività integrative

 

La ricettività porta reddito e non esiste investitore al mondo che sia disposto ad investire tempo e risorse in un progetto incapace di remunerare il capitale investito. Per assicurare una redditività adeguata alla struttura e che ne consenta il mantenimento, ad integrare le attività di cui sopra, potrebbero andare le ulteriori attività contemplate nel progetto dell’architetto Bruno Cosimo Pati, che fu ai suoi tempi già realizzato ed approvato dagli organi competenti e del quale parleremo di seguito.

L’Architetto Bruno Cosimo Pati, membro di Save Sammezzano, durante un suo periodo di permanenza in Egitto, dove ha realizzato svariati progetti per altrettanti Hotel (Sheraton, Holiday Inn, Hotel Piramidi Village zona Piramidi, ecc)  ed altre strutture (sede Banca American Express alle Piramidi, ville per clienti Sauditi, ecc), ebbe occasione di parlare del Castello di Sammezzano al Presidente della Gondwana Spa, con il quale era in stretti rapporti professionali.

Un gruppo di investitori legati al Presidente della Gondwana Spa decise in seguito di fondare la PROMINTUR Srl con lo scopo di acquistare tutta l’area di Sammezzano e di avviarci un importante progetto di recupero affidando tutta la progettazione dei lavori all’Architetto Pati stesso.

Successivamente, per regioni finanziarie, il preliminare di acquisto che la PROMINTUR Srl aveva sottoscritto con gli allora proprietari (Fratelli Peruzzi Spa di Arezzo) decadde e l’area di Sammezzano venne acquistata dai Fratelli Catalani Spa, la quale lasciò all’Architetto Pati il compito di completare il progetto già incominciato per i committenti precedenti.

Avvio dunque un’analisi della situazione in generale, della situazione del P.R.G. vigente (e approvato in essere dal Comune di Reggello e dell’allora Commissione Beni Ambientali della Soprintendenza di Firenze e della Regione Toscana) e di una struttura al grezzo progettata del Prof. Arch. Pierluigi Spadolini per Italia 90 (a tutt’oggi abbandonata e in condizioni critiche).

La Regione Toscana, con delibera ordinaria numero 06225 del 16 Luglio 1990, divenne esecutiva ai sensi dell’articolo 45 della legge 10 Febbraio 1953 numero 62 come da deliberazione numero 139/89 e 542/89 quale variante al P.R.G. IMPIANTI TURISTICI-SPORTIVI e PARCO TERRITORIALE EXSTRA URBANO DI SAMMEZZANO in località Sammezzano Leccio.

L’architetto procedette alla redazione di tutti i progetti esecutivi a fronte delle indicazioni di P.R.G.

Tale area venne poi suddivisa in cinque successive sotto-zone, di cui due:

-A Alberghiera (rudere Spadolini ripristinato a norma e completato)

-A2 Centro storico del Castello di Sammezzano, definite nel P.R.G. Originale,

e tre definite nella Variante impianti sportivi località Sammezzano in:

-Zona di Parco Territoriale di Sammezzano (P.T.S,)

-Zona di Parco fluviale del Marnia (P.F.M.)

-Zona di Area attrezzata (A.P.A)

Vennero quindi presentati al Comune di Reggello tutti i progetti di cui sopra, a firma della Catalani Spa e dell’arch. Bruno Cosimo PATI.

Essi prevedevano:

-Campo da Golf a 18 buche e 72 Par e annessi laghetti, lago, recinzioni strade, ect

-Parcheggio attiguo Statale del Valdarno

-Parcheggio zona Marnia

– Piscina e campi da tennis

-Hotel Residence Castello di Sammezzano

-Casale casina di Caccia

-Casale Quartaio

-Casale di Ristoro

-Casale Borgetto Pirelli

-Sociana A

-Sociana B

-Club House

I progetti furono redatti su precise indicazioni di una compagnia di hotel a cinque stelle di fama mondiale per quanto riguardava la distribuzione e la tipologia delle camere.

Per quanto riguardava il piano monumentale del Castello, su indicazione dell’Architetto Pati, la proprietà e la società alberghiera di gestione decisero di adibirlo ad attività museale; mentre per gli altri 2 piani (pian terreno e secondo piano) si sarebbe deciso in futuro. A tal fine non fu presentato nessun progetto di variante al Castello restando così nei vincoli del P.R.G.

Da indagini odierne tutto il P.R.G. rimane quello sopra descritto, con aggiunta del terreno sopra il Torrente Marnia, e che non risulta presentato nessun altro progetto dal 1992 alla data di Febbraio 2016.

Nel novembre del 1992, sia il Comune di Reggello (Commissione Edilizia) che l’Ufficio della Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici di Firenze, approva tutti i progetti sopra menzionati.

 

 Il Progetto oggi

Secondo l’Architetto Pati, qualora vi fosse un acquirente interessato ad investire nell’area di Sammezzano per realizzarvi anche impianti turistico/ricettivi e sportivi, parte dei progetti già realizzati negli anni 90 sono perfettamente riutilizzabili, mentre nuovi interventi da realizzare potrebbero essere:

– demolizione della struttura al grezzo dell’Arch. Pierluigi Spadolini e ripristino dell’area con una zona caratterizzata da un teatro all’aperto e da un ascensore dalla zona Castello alla parte bassa dei terreni zona Marnia (già approvato nei progetti 1992) per collegare i fruitori delle strutture adiacenti al Marnia con il Castello e altro;

– uso dell’area già approvata nella Zona Marnia a Golf come da progetto e della Club House già definito per un campo da Golf esecutive a 9 (nove) buche;

– arricchimento dell’area sopra il Marnia con attrezzature sportive tipo piscine, campi da tennis, campo pratica golf ed altre attrezzature turistico/ricettive da specificare;

-individuazione dell’area sopra la statale del Valdarno per la collocazione di un nuovo Hotel, centro congressi e strutture di servizi annesse utilizzando il 70 per cento della cubatura del progetto Spadolini, oppure riutilizzo della cubatura per costruire strutture ricettive diffuse in tutto il parco.

 

Dunque i progetti ci sono, le competenze anche, adesso manca solamente un investitore serio e lungimirante che capisca quanto l’area di Sammezzano sia capace di fruttare economicamente, senza la necessità di snaturarne l’uso ricreativo-culturale.