Le facciate del castello di Sammezzano

Il castello di Sammezzano presenta due facciate monumentali: la “Facciata Lunare” e la “Facciata Solare”

Così come gli ambienti interni del castello, anche le facciate sono frutto della trasformazione dell’edificio originario operata dal marchese Ferdinando Panciatichi nella seconda metà dell’800, che ha ridisegnato l’intera fisionomia del castello di Sammezzano. Prima del passaggio di proprietà al marchese, l’edificio manteneva le sue caratteristiche di palazzo fortilizio, un edificio compatto dalle facciate essenziali e prive di elementi decorativi.

La magnifica facciata Lunare, orientata a nord-est, è la più conosciuta tra le due facciate principali. Questo sia perché è quella dove sono ubicati il grande ingresso principale e la doppia scalinata monumentale, che consente l’accesso al piano nobile del castello di Sammezzano, sia perché, grazie al grande prato adiacente, si presta più facilmente ad essere fotografata.

 

Facciata Lunare – Sammezzano

 

In origine la facciata era preceduta da un terrapieno accessibile da una rampa rettilinea, che si trovavano quindi al posto del grande prato e della scala monumentale che vediamo oggi.

 

Dall’inventario redatto Giuseppe Faldi, 1818, in occasione del passaggio di proprietà ai Panciatichi

 

Già da questa facciata minuziosamente decorata, e caratterizzata da elementi architettonici di ispirazione indiana, il marchese Ferdinando Panciatichi introduceva i suoi visitatori nel viaggio verso l’Oriente. In particolare, l’ingresso è costituito da un grande iwan al centro del prospetto, lo spazio coperto caratterizzato dall’apertura ad arco. Si tratta di un elemento tipico dell’architettura orientale, in particolare di quella islamica. In questo caso, il disegno dell’arco moresco acuto inscritto in una forma rettangolare perimetrata da una doppia cornice, rinvia a modelli indiani che il marchese aveva conosciuto attraverso le pubblicazioni presenti nella sua ricca biblioteca.

Tali richiami (che si ritrovano anche all’interno) rappresentano echi tardivi della fortuna incontrata in Europa dalla rielaborazione di elementi architettonici di ispirazione indiana all’inizio dell’800, che ha avuto una delle prime e massime espressioni nella trasformazione del padiglione reale di Brighton nel 1815.

 

Padiglione di Brighton. Fonte immagine: wikipedia

 

La facciata è inoltre caratterizzata da un torrione monumentale centrale ultimato nel 1889, disseminato di elementi decorativi che richiamano visibilmente le moschee d’Oriente.

 


 

 

Facciata Solare del Castello di Sammezzano

 

La facciata Solare di Sammezzano è quella che invece guarda a sud-ovest, verso la Valle dell’Arno.

Si affaccia quasi a strapiombo sul parco circostante e, a differenza della facciata Lunare, che rimane nascosta finché non si giunge difronte al castello, si intravede fin dai piedi della collina e fino a molti chilometri di distanza. Difatti è facile scorgerla anche dall’autostrada A1 e dalla linea ferroviaria Firenze – Roma. Anche la facciata Solare, comprensiva di un orologio nella sezione centrale, è caratterizzata da elementi tipici dell’architettura orientalista.

Gli interventi voluti dal marchese Ferdinando Panciatichi si concentrano in un primo momento sugli interni della villa e in un secondo tempo sui prospetti, sullo studio dell’ingesso ed sugli annessi del parco. Tra il 1887 ed il 1888 la maggior parte dei lavori all’interno furono infatti completati, mentre proseguivano quelli sulle facciate che non furono terminati in tempo affinché il marchese, morto nel 1889, potesse vederli.