La Sala da Ballo

La Sala da Ballo di Sammezzano

Sala da Ballo
Sala da Ballo

La Sala da ballo del Castello di Sammezzano (più comunemente conosciuta come “Sala Bianca”) è sicuramente uno degli ambienti più sorprendenti di Sammezzano. Non per niente, grazie anche alla notevole cupola, per volume è la sala più grande di tutta la struttura.

La sua forma è ottagonale ed è strutturata su due piani. Dal secondo piano della sala si affacciano quindici stanze che negli anni ’70 furono adibite a stanze d’albergo.
La Sala da Ballo è il più imponente e importante salone italiano realizzato interamente in stile moresco. Il luogo più vicino per vedere uno spazio simile è l’Alhambra di Granada in Spagna, a migliaia di km di distanza da Sammezzano.

La Sala da Ballo è circondata da un porticato di 24 colonne con capitelli a muquarnas, una soluzione decorativa tipica dell’architettura araba.
La sala è ricca di motivi geometrici e floreali e al centro si trova una grata bianca circolare che è collegata ad un ambiente sottostante in cui si trova una palma di terracotta molto grande, dalla quale zampillava l’acqua. L’acqua è infatti un elemento che non manca mai nell’architettura araba. Le sue pareti sono costituite da stucchi di un bianco immacolato che ricordano trine di sangallo e pizzi preziosi.

 

 

Anche il soffitto della Sala da Ballo è particolarissimo: ricoperto da una cupola interamente rivestita e decorata con stucco bianco, sorretta da 47 colonne e circondata dal tamburo, in cui sono ingegnosamente inseriti alcuni oculi che permettono alla luce esterna di penetrare.

Nelle vele della cupola capeggiano degli scudi in cui si leggono le iscrizioni: Fortitudo / Misericordia / Clementia / Temperantia / Pax / Prudentia / Justitia / Libertas.

 

 

 

Sulle pareti della Sala da Ballo campeggia la sigla F. P. X. acronimo di Ferdinando Panciatichi Ximenes e in una sovrapporta che conduce alla Galleria delle Stalattiti, insieme a uno spartito musicale si legge: “Fiero sangue d’Aragona nelle vene a me trascorre”, ennesima celebrazione delle nobili origini del marchese.

Le porte che conducono in altre sale del piano monumentale del Castello, sono realizzate con vetrate policrome che si contrappongono al bianco accecante della Sala, creando uno straordinario gioco di riflessi.