Deserta l’asta per l’acquisto di Sammezzano

E’ andata deserta l’asta di oggi per la vendita di Sammezzano. A darne nota è stato il curatore fallimentare, l’avvocato Luca Gratteri di Roma, con il seguente comunicato stampa:

 

COMUNICATO STAMPA n.2/2018

Il Fallimento di Sammezzano Castle S.r.l. n.84/2017, dichiarato dal Tribunale di Arezzo in data 18.12.2017, comunica che non sono pervenute offerte valide per la vendita competitiva del compendio immobiliare denominato “Castello di Sammezzano”, fissata per il giorno 30.5.2018 presso il Notaio Michele Tuccari di Arezzo.Tuttavia, considerate le manifestazioni di interesse ricevute, la data room virtuale curata da Coldwell Banker Commercial Italia rimarrà ancora aperta per l’acquisizione di eventuali offerte cauzionate sulla base delle quali potrà essere avviata una procedura competitiva semplificata.In mancanza di offerte, verrà quindi fissato un nuovo esperimento di vendita con prezzo ribassato.
Con riferimento alle attività di custodia, la procedura fallimentare ha ottemperato alle prescrizioni di messa in sicurezza e di tutela ambientale del bene emesse dalle competenti autorità prima della dichiarazione di fallimento.Si segnala, infine, che il Castello è costantemente vigilato, anche con adeguati sistemi di illuminazione, allarme e videosorveglianza, e che ad oggi non si sono verificati tentativi di intrusione degni di nota.

 

Avv. Luca Gratteri
Curatore del Fallimento Sammezzano Castle S.r.l. n.84/2017

 

Niente di fatto quindi, il Castello di Sammezzano rimane ancora senza una proprietà definitiva che possa recuperarlo e renderlo pubblicamente fruibile. Ciò è molto triste, soprattutto alla luce del fatto che in passato più realtà imprenditoriali hanno cercato di ottenerne l’assegnazione per recuperarlo e rimetterlo in attività.
Noi di Save Sammezzano eravamo erroneamente certi che oggi qualcuno si sarebbe presentato per acquistarlo, ma così non è stato.

A questo punto è lecito chiedersi perché non si possa procedere affidando nuovamente Sammezzano al creditore procedente, che aveva già avviato i primi lavori di recupero e reso pubblicamente nota la volontà di renderlo comunemente fruibile. 
Per troppo tempo Sammezzano è rimasto senza una proprietà effettiva; per troppo tempo le varie procedure che avrebbero dovuto individuare una proprietà si sono accavallate e scontrate tra di loro (senza però arrivare a qualcosa di concreto); per troppo tempo la situazione è rimasta invariata o, addirittura, peggiorata.

E’ un contesto, quello di Sammezzano, che ci sembra davvero pieno di ombre. Da mesi, nonostante le nostre richieste di chiarimenti, non siamo riusciti ad avere alcun contatto con il curatore fallimentare, senza contare che le chiavi del castello (e quella che quindi potrebbe essere intesa come custodia operativa) sembrano essere state affidate al rappresentante della Sammezzano Castle Srl, che è però la società responsabile della situazione di degrado in cui versa Sammezzano. In passato ci sono state più aste, l’ultima delle quali sembrava aver risolto la situazione con l’affidamento provvisorio di Sammezzano ad una società degli Emirati Arabi. Ma poi, come tutti sanno, l’assegnazione è stata annullata. 
Non troppo tempo dopo si sono inoltre visti due tribunali intervenire sullo stesso bene in modo contrapposto: da una parte il tribunale di Firenze che ha inizialmente dato esito positivo all’istanza di assegnazione a favore del creditore procedente, dall’altra il tribunale di Arezzo che ha chiesto l’annullamento della medesima istanza a seguito del fallimento della Sammezzano Castle Srl. 

Ci sono troppe cose in tutte questa storia che non ci sembrano per niente chiare, e nel frattempo Sammezzano paga le conseguenze del tempo che passa inesorabilmente.

Non possiamo più attendere senza far nulla, non possiamo né dobbiamo permettere che Sammezzano resti in questo limbo. Proprio per tale motivazione stiamo preparando nuove e importanti iniziative che renderemo presto pubbliche. Non ci siamo arresi fino ad oggi e non abbiamo alcuna intenzione di farlo. 

 

Autore dell'articolo: Francesco Esposito

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