Eventi

Gli eventi culturali del movimento Save Sammezzano

 

Dalla nascita del nostro Movimento sono state organizzate numerose iniziative culturali allo scopo di informare cittadini e istituzioni in merito all’importanza monumentale del Castello e del parco di Sammezzano e alla necessità di recuperarlo e renderlo pubblicamente fruibile. Esse si sono suddivise tra conferenze pubbliche e spettacoli sensibilizzativi. 

 

Le Conferenze pubbliche

 

 

                                                  

Dalla nostra nascita abbiamo tenuto varie conferenze pubbliche per parlare del Castello di Sammezzano, ribadire la sua importanza artistico-culturale e la necessità di intervenire con azioni di tutela e valorizzazione.

Tutte  le conferenze hanno visto la partecipazione di numerosissime persone ed hanno avuto nella loro parte finale un dibattito pubblico durante il quale sono intervenuti i cittadini presenti.

 

La conferenza alle Oblate

Sabato 11 giugno 2016 si è svolta a Firenze, presso la Biblioteca delle Oblate, la più partecipata delle nostre conferenze: 
Un Tesoro da Salvare: il Castello e il Parco di Sammezzano”.
 
Scopo dell’incontro è stato ribadire l’importanza di questo incredibile bene artistico e le caratteristiche che lo rendono unico.
Sono stati messi in luce molti aspetti:
  1. La figura dell’ideatore della forma odierna del Castello, il marchese Ferdinando Panciatichi Ximenes d’Aragona
  2. Le caratteristiche architettoniche e artistiche dell’edificio
  3. La situazione di degrado e d’incuria in cui versa
  4. La descrizione del parco che lo circonda e le unicità botaniche presenti.

 La partecipazione dei cittadini è stata numerosa, molto attenta ed interessata a sapere di più della situazione attuale del Castello.

Sono state esposte le iniziative che il movimento Save Sammezzano ha realizzato da settembre 2015; Prima fra tutte la promozione del Castello nella campagna del FAI “I luoghi del Cuore, censimento nazionale 2016.

Infatti, durante la conferenza, sono state raccolte le firme a favore del Castello di Sammezzano per tale censimento.

L’incontro si è concluso con un dibattito interessante ricco di idee, suggerimenti e proposte per portare avanti la battaglia di salvaguardia del Castello. Tra queste, alcune sono concrete proposte progettuali per la sua valorizzazione e rilancio come polo culturale multifunzionale e luogo di attrazione turistica dalle enormi potenzialità.

Un ringraziamento speciale va al Presidente del Consiglio Regionale, Eugenio Giani, al professor Franco Cardini che ci ha inviato il suo messaggio, al critico e storico dell’arte Luca Nannipieri, non presente per motivi di salute, ma da sempre sostenitore della causa.

Una testimonianza importante per ribadire ancora una volta che lo storico edificio deve essere tutelato a prescindere dalla proprietà che lo acquisterà, come già sostenuto da una delegazione del Consiglio Regionale che nell’aprile scorso visitò il Castello.

 


 Gli spettacoli 

 

Grazie alla nostra pagina facebook abbiamo raggiunto tantissime persone. Alcune di loro hanno voluto condividere le loro competenze e passioni aiutandoci in questa causa in modo pratico.

 

Fra gli eventi sensibilizzativi di Save Sammezzano , il più importante è stato lo spettacolo-conferenza “L’ALHAMBRA TOSCANA, ENIGMA DI SAMMEZZANO” organizzato da Olga Generalova , la quale ha lavorato con dedizione e passione per aiutarci a far conoscere Sammezzano. 
In breve si è trattato di un evento culturale a tutto campo che ha avuto come protagonista il Castello di Sammezzano e il suo visionario creatore: il Marchese Ferdinando Panciatichi Ximenes d’Aragona.
Uno spettacolo di Danza, Lettura scenica e Immagini, con annessa conferenza, per raccontare la storia di un gioiello d’arte che rischiamo di perdere. Un’iniziativa creata ad hoc per informare, sensibilizzare e raccogliere le firme che sono state utili a far vincere a Sammezzano il censimento del FAI “I Luoghi del Cuore”.  L’evento è stato più volte riproposto in varie location in Abruzzo e nelle Marche. 

 


 

Ciao a tutti,

sono Olga Generalova, danzatrice e coreografa laureata in danza e discipline coreutiche in Russia.

 

Da quando ero bambina le storie di castelli e misteri attorno a essi mi hanno sempre affascinata.Ho visto le immagini del castello di Sammezzano la prima volta in rete su Facebook e sono rimasta rapita dai colori, dalle forme e dalla fantasia dei suoi ambienti. Non credevo nemmeno che fosse un castello reale ma una scenografia!Da quando ho scoperto che si trova in Italia ho iniziato a seguire la sua vicenda grazie anche all’instancabile ed entusiasmante attività del Movimento Save Sammezzano.

Dal momento in cui il movimento ha iscritto il castello al Censimento Nazionale del FAI – Fondo Ambiente Italiano ho avuto l’idea di creare uno spettacolo teatrale narrando, attraverso la danza, questa meraviglia nascosta e per molti sconosciuta.

In seguito, conoscendo sempre di più la storia del creatore visionario del Castello da “Mille e una notte”, il marchese Ferdinando Panciatichi Ximenes d’Aragona, lo spettacolo si è concentrato su di lui e sulla sua memoria definendo la figura enigmatica, delusa, forse anche triste in contrasto con il tripudio di colori che la circondano.

Ho realizzato e strutturato lo spettacolo “L’Alhambra Toscana, enigma di Sammezzano” in quadri all’apparenza divisi tra loro, come fogli di carta che il marchese usa per scrivere le sue memorie che man mano diventano sempre più carico di delusione, amarezza e disprezzo per l’umanità che non ha saputo capirlo e apprezzarlo.

Ogni quadro è illustrato attraverso la danza e immagini proiettate che talvolta sono ambienti del castello o del parco, talvolta caratterizzano l’epoca in questione oppure illustrano lo stato d’animo del personaggio.

Il linguaggio coreutico usato spazia dalla danza antica a quella orientale, fusion, contemporanea ed etnica.

La danza storica, grazie alla presenza del gruppo di danza antica “Venus“, proietta lo spettatore all’epoca del castello: il rinascimento italiano.

Per dare vita alle atmosfere esotiche dell’India, Arabia, Cina e Andalusia mora, abbiamo usato il linguaggio della danza orientale e etnica grazie alla “Bellydance Jasmin Company” formata dalle migliore allieve della “Bellydance school Jasmin” da me diretta da oltre 15 anni.

Il tocco di particolarità e professionalità lo hanno portato anche i danzatori ospiti: Stefania De Lulis, con performance in stile “fusion dance” e Daniel Lapenna diplomato in danza presso la scuola di balletto di “la Scala” di Milano.

Infine, ma non meno importante,  il nostro personaggio principale: il marchese Ferdinando Panciatichi magistralmente interpretato da Lino Domizi (dalla sorprendente somiglianza fisica).

I bellissimi testi di Americo Marconi hanno colto in pieno i vari stati d’animo ed il carattere del Marchese.

Per introdurre il pubblico nel tema dell’orientalismo abbiamo allestito la mostra di quadri a tema di danza orientale della pittrice e grafica pescarese Mirta Maranca, che ha inoltre preparato una piccola conferenza sull’orientalismo dell’arte dell’800.

A spiegare l’importanza del Castello dal punto di vista architettonico è intervenuta l’architetto Stefania de Lulis.

Importantissima è stata anche la testimonianza di Nunzia Pandoli del movimento “Save Sammezzano” che ha presentato gli obiettivi  da raggiungere per far si che un monumento di grande interesse storico ed artistico non cada nell’oblio e venga salvaguardato.

Spero che il nostro impegno artistico abbia contribuito a questa nobile causa.

Olga Generalova

 


Ringraziamo Olga e tutti gli artisti che hanno dato vita alle forme, ai colori e alle incisioni che caratterizzano Sammezzano.

Per maggiori informazioni potete visitare il sito ufficiale:

 

 

Ricordiamo che visitare il castello di Sammezzano non è al momento possibile, ovvero nessuno può partecipare a visite al castello di Sammezzano. Quindi, purtroppo, attualmente l’unica risposta alla domanda “il castello di Sammezzano è visitabile?” è “No”.