Save Sammezzano, nuova comunicazione al Curatore fallimentare

Sono stati tantissimi i privati cittadini, i giornalisti ed addirittura alcuni rappresentanti istituzionali che in questi giorni ci hanno posto numerosissime domande in merito all’attuale situazione (sia strutturale che giudiziaria) di Sammezzano, esprimendo inoltre una serie di perplessità di non poco conto, che hanno fatto sorgere delle serie preoccupazioni anche a noi di Save Sammezzano.

Come movimento civico in questi anni di attività ci siamo faticosamente costruiti un’autorevolezza ed una serietà che non ci consentono di divulgare pubblicamente, anche se in modo ufficioso o tramite vie traverse, informazioni di cui non abbiamo la certezza della fondatezza. Non vogliamo né possiamo in alcun modo rischiare di incrinare il rapporto di fiducia che abbiamo con i nostri interlocutori istituzionali e non, in primis con le decine di centinaia di persone che sostengono la nostra attività di sensibilizzazione. 

Per questo motivo, come vi avevamo già anticipato, abbiamo scritto nuovamente all’Avvocato Luca Gratteri di Roma, il quale è stato indicato dal Tribunale di Arezzo come Curatore Fallimentare della Sammezzano Castle Srl.

Nella nostra comunicazione per mezzo PEC, abbiamo chiesto al Curatore:

  • quante siano le risorse economiche a disposizione della procedura e se esse basteranno ad attuare gli urgenti interventi di messa in sicurezza richiesti dalla Sovrintendenza;
  • se in vista della nuova asta del 30 maggio siano arrivate delle proposte cauzionate serie;
  • a quanto ammonterebbero complessivamente i crediti ammessi al passivo della procedura fallimentare;
  • quali siano state le motivazioni per le quali ha deciso di affidare le chiavi del Castello alla Sammezzano Castle Srl, che è difatti la prima e principale responsabile dell’attuale situazione di degrado e semi-abbandono di Sammezzano.

 

Abbiamo inoltre espresso al curatore le nostre preoccupazioni in merito alla distanza geografica che lo separa da Sammezzano, la quale non renderà sicuramente più semplice la sua attività.  Sarebbe infatti interessante capire quali siano state le ragioni che hanno portato il Tribunale di Arezzo a non affidare la Curatela ad uno dei tanti professionisti presenti sul territorio.

Confidiamo che, al contrario di quanto è avvenuto con la prima comunicazione, questa volta il Curatore fallimentare ci risponda. Sarà infatti solo a seguito di un suo riscontro che saremo in grado di comprendere bene la situazione e, a nostra volta, rispondere a tutti i quesiti che regolarmente ci vengono posti da privati cittadini, soggetti associativi, rappresentanti delle istituzioni e giornalisti.

Autore dell'articolo: Francesco Esposito

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