Castello e Parco di Sammezzano; giganti che svaniscono?

by Francesco Esposito

Di Paola Ruffoli

Tutti coloro che incontrano il Castello di Sammezzano ne restano incantati. Ed è luogo da mille e una notte. Bellissimo sogno che rischia di svanire nonostante l’interessamento titanico che si muove attorno a lui.

Il principe Miškin ne l’Idiota di Dostoevskij affermava che “La bellezza salverà il Mondo”.

Pare, però, che il Mondo – almeno quello umano – non voglia salvare la sua bellezza. Si sofferma ad un selfie, foto mordi e fuggi durante le sempre più sporadiche aperture i cui posti disponibili vanno istantaneamente esauriti…

Un aiuto vero, concreto per sollevarlo dalla critica situazione in cui versa arriva solo da un manipolo di volontari, cittadini del Valdarno e amanti di questo “Gigante Buono” come lo chiamo io, che me ne innamorai proprio durante una visita appena arrivata in zona. Pensavo di scrivere tutt’altro. Poi ho letto il bellissimo articolo pubblicato il 6 giugno 2021, su Artribune da Giada Fanelli, che trovate quì:

https://www.artribune.com/turismo/2021/06/castello-sammezzano-toscana/

in cui sono pubblicate foto del Sammezzano ferito, deturpato dall’incuria dell’uomo, delle istituzioni locali e nazionali, lenta agonia di un sogno che sta svanendo sotto gli occhi di tutti. Celato al mondo che ne vede solo una minima parte, tirata a lucido per le occasioni. Questo nonostante abbia vinto già una volta il Censimento FAI – I Luoghi del Cuore, classificandosi 2° nell’ultimo chiuso a febbraio 2021. Nemmeno l’ampio polmone verde che lo circonda, uno dei più vasti della Toscana, di quasi 200 ettari e che ospita bellissime Sequoie, 57 delle quali superano i 50 metri, sembrano fare breccia nel cuore di chi dice di amarlo, di chi invoca che non vada perduto. La più alta Sequoia d’Italia si trova quì. E’ detta “gemella” perché ha un tronco doppio, gemello appunto, che sale su fino a sfiorare l’altezza di 54 metri. 53,96 metri precisamente, nel 2017, quando fu misurata e certificata scalandola dal team di SuperAlberi: arboricoltori, agronomi e tree-climbers friulani che da quasi 30 anni lavorano in Italia, in Europa e nel mondo per studiare, tutelare e curare gli alberi monumentali con tecniche ecosostenibili. Edmund Burke affermava che “Perchè il male trionfi è sufficiente che i buoni rinuncino all’azione”. Il Castello ed il Parco di Sammezzano sono buoni. Sopportano tutto da tutti. Donando i pezzi di bellezza, grazia e storia – anche di Firenze – che riesce a difendere e mantenere.

Immoto e muto necessita di chi si muova e parli per lui. Nelson Mandela ha detto che “Sembra sempre impossibile, finch é non viene fatto”. Voglio, vogliamo, salvare il Gigante. Perderlo significherebbe perdere una parte di Toscana che affonda le radici in Firenze, anche la Regione Toscana è in Palazzo Panciatichi. La Biblioteca Nazionale di Firenze è nata da una collezione di libri che Ferdinando ​Panciatichi Ximenes d’ Aragona donò alla città, prima di ritirarsi a Sammezzano. Non possiamo ripagarlo così. Era il suo sogno. E’ anche il mio. Fatelo vostro, anche voi che leggete.

Articolo pensato e redatto da Paola Ruffoli

Panciatichi Ximenes d’ Aragona donò alla città, prima di ritirarsi a Sammezzano. Non possiamo ripagarlo così. Era il suo sogno. E’ anche il mio. Fatelo vostro, anche voi che leggete. Paola Ruffoli

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