Il nostro sogno

Ciò che vorremmo è un Sammezzano pubblicamente fruibile quale polo multifunzionale di carattere museale, culturale e ricreativo.
Si tratterebbe di un luogo unico e primo nel suo genere, dove attività museali, sociali, culturali e ricreativo-sportive sarebbero capaci di coinvolgere decine di migliaia di persone ogni anno.

Nel dettaglio, potrebbero essere previste, per i 3 piani della struttura principale (Castello di Sammezzano), attività specifiche che siano perfettamente adeguate alla tipologia dei differenti spazi.

I tre spazi principali potrebbero infatti essere così organizzati:

  • il piano terreno, non avendo rilevante valore artistico, potrebbe essere adibito a ristorazione e Shop Area;
  • il piano primo, anche detto piano monumentale, in determinati giorni potrebbe essere impiegato quale spazio museale “Castello di Sammezzano – Sogno d’Oriente” mentre nei giorni restanti sarebbe impiegato come location per cerimonie (galà, matrimoni, ecc) e altre attività di vario genere utili a garantirne l’auto-sostenibilità economica (location per sfilate stilistiche, spot pubblicitari, servizi fotografici, produzioni cinematografiche, ecc);
  • il piano secondo potrebbe invece essere adibito ad aree dedicate a mostre private, congressi, meeting, co-working sociale, zone riservate alle associazioni no-profit locali e un centro di studi orientali.

 

ll parco potrebbe essere dedicato ad attività sportive e ricreative di tipo naturalistico quali escursioni, pic-nik, tiro con l’arco, equitazione, parco avventura per bambini e tutto ciò che sarebbe possibile svolgere in tale contesto.

La gestione delle varie attività potrebbe essere affidata di concerto a Save Sammezzano, al FAI e alle realtà associative locali che già hanno fatto molto per Sammezzano. Ovviamente, ogni personalità identificata dovrà possedere idonei requisiti (titoli e/o esperienze) in merito alla posizione professionale che andrebbe a ricoprire all’interno della struttura.

Qualora, se fosse necessario aumentare le potenzialità reddituali di tutta l’area, non escluderemo dal progetto finale anche la presenza di rilevanti attività turistico-ricettive, da concretizzarsi mediante:

  • demolizione della struttura al grezzo dell’Arch. Pierluigi Spadolini ed il ripristino dell’area con una zona caratterizzata da un teatro all’aperto e da un ascensore che vada dalla zona Castello alla parte bassa dei terreni, detta “zona Marnia” (già approvato nei progetti dell’Arch. Bruno Cosimo Pati nel 1992), per collegare i fruitori delle strutture adiacenti al Marnia con il Castello e altro;
  • interessamento dell’area sopra il Marnia con attrezzature sportive quali piscine adeguatamente contestualizzate, campi da tennis e da calcetto, minigolf ed altre attrezzature turistico/ricettive da specificare;
  • individuazione dell’area sopra la statale del Valdarno per la collocazione di un nuovo Hotel, centro congressi e strutture di servizi annesse, utilizzando il 70% della cubatura approvata per il progetto Spadolini, oppure riutilizzo della cubatura per la realizzazione di strutture ricettive diffuse in tutto il parco;
  • conversione degli annessi in case vacanze o altre tipologie di attività commerciali quali pub e/o bar.

Sarebbe così possibile realizzare un polo multifunzionale che prevedrà la fruibilità pubblica di Sammezzano da parte dei cittadini, ma che al contempo sia economicamente remunerativo nei confronti dei soggetti disposti ad investire i capitali necessari al recupero e la messa in attività dell’area.

Ma questo, come dicevamo all’inizio, è solamente un sogno… per adesso! 😉