Nuovi aggiornamenti 2026 sul recupero di Sammezzano: focus sul parco

Grazie ad alcune indiscrezioni recentemente emerse, siamo in grado di rilasciare alcuni aggiornamenti sul progetto paesaggistico affidato a Tommaso del Buono per il recupero del Parco di Sammezzano, priprio al centro del quale sorge il meraviglioso Castello di Sammezzano. Pur trattandosi ancora di una fase preliminare, alcuni elementi appaiono già significativi e aiutano a comprendere la direzione intrapresa.

Un “paesaggio all’altezza dell’architettura”

Uno dei punti centrali dichiarati dal progettista è la volontà di restituire a Sammezzano un paesaggio coerente con la forza e l’unicità del castello.

L’obiettivo non è quindi una semplice riqualificazione del verde, ma la costruzione di un sistema paesaggistico capace di dialogare con l’architettura orientalista del complesso, rafforzandone il carattere scenografico e simbolico.

Questo implica un progetto in cui il giardino torna a essere parte integrante dell’esperienza del luogo, e non un elemento secondario o decorativo.

Il ritorno alla grande tradizione botanica

Un altro elemento chiave è il recupero della vocazione botanica storica del sito, legata alla famiglia Panciatichi.

Sammezzano, in origine, non era solo un parco ornamentale, ma un vero e proprio laboratorio botanico, dove venivano introdotte specie esotiche rare e innovative per l’epoca.

Il progetto prevede esplicitamente:

  • il ripristino di questa tradizione
  • la reintroduzione di specie vegetali di pregio
  • una rinnovata attenzione al valore scientifico e culturale del patrimonio vegetale

Si tratta di un passaggio particolarmente rilevante, perché punta a ricostruire una delle identità più profonde del luogo, in gran parte perduta nel corso del Novecento.

“Restauro creativo”: tra ricerca storica e reinterpretazione

Il concetto forse più significativo emerso è quello di restauro creativo.

Secondo quanto dichiarato dallo stesso del Buono in una recente intervista, il progetto si basa su:

  • un approfondito lavoro di ricerca storica
  • una reinterpretazione degli spazi in funzione delle esigenze contemporanee

Questo approccio suggerisce che non si tratterà di una ricostruzione filologica in senso stretto, ma di un intervento che combina memoria e innovazione.

In particolare, la presenza del futuro resort introduce nuove funzioni che influenzeranno inevitabilmente l’organizzazione degli spazi, portando alla creazione di:

  • nuovi giardini
  • percorsi aggiornati
  • aree pensate per un uso contemporaneo del complesso

La sfida sarà quindi trovare un equilibrio tra fedeltà storica e trasformazione.

Il ruolo centrale del paesaggio nella nuova destinazione

Il progetto dei giardini appare strettamente legato alla futura funzione del castello come struttura ricettiva.

Non si tratta solo di restaurare un parco storico, ma di costruire un sistema paesaggistico che diventi parte integrante dell’esperienza del resort, mantenendo al tempo stesso una fruizione pubblica.

È stato infatti confermato che:

  • castello e giardini dovrebbero aprire insieme
  • l’accesso sarà consentito anche ai visitatori, non solo agli ospiti

Questo elemento rappresenta un aspetto importante in termini di accessibilità e restituzione del bene.

Il recupero del paesaggio più ampio

Il progetto non si limita al parco storico immediatamente circostante il castello (circa 4,5 ettari), ma riguarda un sistema territoriale molto più ampio, che si estende su oltre 165 ettari.

Tra gli interventi previsti emerge in particolare:

  • il recupero dei boschi circostanti
  • la valorizzazione di esemplari monumentali, come le sequoie

Questo approccio allargato è coerente con una visione contemporanea del paesaggio, che non separa il giardino dal contesto naturale, ma li considera come parti di un unico sistema.

Nuovi giardini e identità orientalista

Un ulteriore elemento rilevante è la volontà dichiarata di realizzare anche nuovi giardini, non limitandosi al restauro dell’esistente.

Questi nuovi spazi saranno progettati:

  • in dialogo con l’architettura del castello
  • nel rispetto della sua identità stilistica

Il riferimento esplicito all’orientalismo suggerisce che il progetto potrebbe sviluppare ulteriormente quella dimensione esotica e scenografica che ha reso Sammezzano un unicum nel panorama europeo.

Tempistiche e stato di avanzamento

Dal punto di vista operativo, il progetto sembra trovarsi in una fase avanzata ma non ancora esecutiva.

  • Il progetto preliminare è già stato elaborato
  • Sono in corso le procedure autorizzative, in particolare con la Soprintendenza
  • L’avvio concreto dei lavori è previsto in giugno 2026
  • L’apertura al pubblico è indicata intorno al 2028

Nel frattempo, il complesso è già entrato in una fase di cantiere, con tutte le limitazioni che questo comporta.

Una visione internazionale

Infine, emerge con chiarezza la dimensione internazionale del progetto.

La presenza della famiglia Moretti e di Maximilian Fane, insieme al coinvolgimento di un progettista attivo tra Italia e Regno Unito, suggerisce un approccio che guarda oltre il contesto locale, inserendo Sammezzano in una rete culturale e progettuale più ampia.

Il riferimento alla tradizione paesaggistica britannica e al legame storico tra Toscana e mondo anglosassone potrebbe influenzare in modo significativo il risultato finale.

In sintesi

Da quanto emerso, il progetto per i giardini di Sammezzano si articola attorno ad alcuni assi fondamentali:

  • ricostruzione della tradizione botanica storica
  • integrazione tra paesaggio e architettura
  • approccio di “restauro creativo”
  • introduzione di nuove funzioni legate al resort
  • valorizzazione del paesaggio su scala ampia
  • apertura al pubblico prevista insieme al complesso

Si tratta di una visione ambiziosa, che combina tutela, reinterpretazione e sviluppo.

Come per ogni intervento su un contesto così delicato, sarà la qualità delle scelte progettuali e della loro realizzazione a determinare se questa visione riuscirà davvero a restituire a Sammezzano il ruolo che la sua storia e il suo valore meritano. Noi di Save Sammezzano siamo fiduciosi che sarà così.

Continuate a consultare il nostro sito web www.savesammezzano.com per conoscere tutti gli ultimi aggiornamenti sul castello di Sammezzano e sul piano di recupero di tutta la Tenuta.

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