Presentato il progetto dei futuri giardini di Sammezzano, tra identità storica e visione internazionale

A pochi giorni dal primo aggiornamento ufficiale sulla ripartenza del complesso, la Fondazione Sammezzano ha condiviso sui propri canali social ufficiali un secondo annuncio che ha aperto uno sguardo più specifico su uno degli aspetti più affascinanti – e delicati – del progetto complessivo: il futuro del parco e dei giardini.

Il 20 marzo scorso è stato infatti reso noto l’affidamento del progetto paesaggistico a Tommaso del Buono, architetto del paesaggio fiorentino con studio tra Londra e Firenze. Una scelta che sembra voler coniugare competenze internazionali e radicamento nel contesto culturale toscano, elemento essenziale per intervenire su un luogo così carico di storia e significato.

Secondo quanto comunicato, il lavoro porterà alla definizione di un nuovo masterplan verde per l’intero complesso di Sammezzano. Un passaggio cruciale, perché il parco non rappresenta semplicemente una cornice del castello, ma ne è parte integrante: un paesaggio costruito, stratificato nel tempo, che contribuisce in modo decisivo all’identità del sito.

L’approccio dichiarato si muove lungo una direttrice interessante: da un lato il richiamo alla tradizione botanica toscana, dall’altro una sensibilità paesaggistica di matrice britannica. Un dialogo che riflette anche il percorso professionale dello stesso del Buono e che potrebbe offrire spunti innovativi, purché mantenuti in equilibrio con il rispetto della storia del luogo.

Particolarmente significativo è il riferimento alla famiglia Panciatichi, protagonista nella costruzione e nella trasformazione del parco e figura centrale nella diffusione di conoscenze botaniche nella regione. Il progetto, nelle intenzioni, mira infatti a restituire a Sammezzano la sua dimensione originaria di paesaggio monumentale ed esperienziale: non solo un insieme di elementi naturali, ma uno spazio concepito per essere vissuto, esplorato e interpretato.

L’annuncio è stato accompagnato anche da un momento pubblico di presentazione che si è svolto il 24 marzo 2026 presso il Garden Museum. Il Garden Museum è uno dei principali punti di riferimento internazionali per la cultura del giardino e del paesaggio. Situato lungo il Tamigi, all’interno della storica chiesa di St Mary-at-Lambeth, il museo è dedicato alla storia del giardinaggio, del design del paesaggio e del rapporto tra uomo e natura. Fondato negli anni ’70, il museo ospita collezioni, mostre temporanee, eventi e incontri con alcuni dei più importanti progettisti e studiosi del settore. Nel tempo è diventato un luogo di confronto e dibattito sulle trasformazioni del paesaggio contemporaneo, con uno sguardo che unisce ricerca storica, sperimentazione progettuale e divulgazione.

Durante l’incontro “Tommaso del Buono in Conversation”, il paesaggista ha illustrato per la prima volta le linee del progetto dei giardini, dialogando con Clare Foster, figura di rilievo nel panorama internazionale della cultura del giardino. L’evento, seguito sia in presenza sia in streaming, ha rappresentato un primo momento di apertura pubblica e internazionale del progetto.

Il fatto che questa presentazione sia avvenuta all’estero, in un contesto culturale come quello londinese, è un elemento che invita a riflettere. Tale scelta non è stata sicuramente casuale: significa inserire fin da subito la rinascita di Sammezzano in un contesto internazionale di alto livello, capace di dare visibilità e stimolare un confronto qualificato. Allo stesso tempo, rafforza l’idea che il futuro di Sammezzano possa dialogare con le migliori esperienze europee nel campo del paesaggio, senza perdere il proprio radicamento locale.

Come Save Sammezzano, abbiamo accolto con interesse questo annuncio, consapevoli che il destino del parco sarà determinante quanto quello del castello. La qualità del progetto paesaggistico, la coerenza con la storia e la capacità di valorizzare il patrimonio botanico esistente saranno elementi chiave per il successo dell’intero percorso di rinascita.

Dopo anni in cui il degrado e l’abbandono hanno messo a rischio un patrimonio unico, oggi si apre una fase in cui le scelte progettuali avranno un impatto duraturo. Per questo motivo, sarà fondamentale continuare a seguire con attenzione gli sviluppi, auspicando un percorso trasparente, condiviso e rispettoso dell’identità profonda di Sammezzano.

savesammezzano

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