Nella prima serata di lunedì 1 Dicembre 2025, su Rai1 è andata per la prima volta in onda la serie televisiva tanto attesa “Sandokan“. La “reggia del Sultano del Brunei”, apparsa fin dai primi due episodi della nuova serie evento, non è però ambientata in quache esotico palazzo sperduto nella sconfinata Asia o nascosto nel misterioso Borneo, bensì nel nostro amato Castello di Sammezzano, nel cuore dell’Italia.
La produzione – firmata Lux Vide in collaborazione con Rai Fiction, con un investimento complessivo di 30 milioni di euro – ha scelto Sammezzano come ambientazione ideale per alcune delle sequenze centrali della serie. Le riprese si sono svolte nel maggio 2024, quando troupe e cast hanno lavorato negli straordinari saloni moreschi che rendono il Castello di Sammezzano un’architettura degna di un racconto delle Mille e una Notte. Nella fiction, Sammezzano diventa la fastosa residenza del Sultano del Brunei: un ruolo che ne esalta la vocazione scenografica e il suo intramontabile fascino orientale. Ma la scelta di Sammezzano come set per una nota produzione televisiva non rappresenta affatto una novità, bensì il contrario: prima della sua chiusura, avvenuta nel 1991, il Castello di Sammezzano è stato svariate volte set di importanti produzioni cinematografiche e non soltanto.
Sandokan: un grande ritorno dopo 50 anni
A cinquant’anni dalla serie che ha segnato un’epoca – l’indimenticabile versione del 1976 con Kabir Bedi, seguita da 27 milioni di spettatori e venduta in 85 Paesi – Sandokan torna con una produzione moderna, internazionale e spettacolare.
Gli otto episodi, distribuiti in quattro prime serate, riportano in TV la Tigre della Malesia nata dalla fantasia di Emilio Salgari. Il protagonista è Can Yaman, affiancato da Alessandro Preziosi nel ruolo di Yanez, da Alanah Bloor (Marianna), Ed Westwick (Lord Brooke), Madeleine Price (Sani) e John Hannah (Sergente Murray).
La serie, ambientata nel Borneo del 1841 tra avventure, romanticismo e lotte coloniali, debutta con i primi due episodi: La Tigre della Malesia e La Perla di Labuan.
Il Castello di Sammezzano, con il suo spettacolare piano monumentale, contribuisce in modo determinante all’atmosfera esotica e leggendaria di questa fiction.
Un’opportunità per raccontare la rinascita
La visibilità ottenuta grazie a Sandokan rappresenta un’occasione importante per ricordare che Sammezzano non è soltanto un monumento eclettico di straordinaria bellezza: è anche un luogo fragile, che ha bisogno di impegno costante, tutela e sostegno collettivo.
Il castello ha attraversato anni difficili, segnati dall’abbandono e dal rischio di degrado irreversibile. Oggi, tuttavia, grazie all’inizio dei lavori di recupero e alla crescente attenzione internazionale, si apre una fase nuova e decisiva. La comunità locale, le istituzioni, la società civile – e in prima linea noi del Movimento Save Sammezzano – continueranno ad adoperarsi affinché questo patrimonio unico non venga più dimenticato.
Il cammino è ancora lungo, ma, grazie all’intervento della Famiglia Moretti-Fane, la strada è finalmente aperta: Sammezzano, dopo decenni di silenzio, potrà tornare a raccontare la sua storia. E noi continueremo a raccontarla con lui.



