Ginevra Moretti: “Sammezzano accoglierà un’ospitalità non solamente di iperlusso”

In occasione della sua partecipazione all’ultima edizione del BTO (acronimo di Buy Tourism Online) – Be Travel Onlife – evento di riferimento in Italia su Turismo Digitale, Innovazione e Formazione – tenutasi a Firenze gli scorsi 11 e 12 novembre, Ginevra Moretti è stata intervistata dalla Giornalista Chiara Bianchini di InToscana, il portale ufficiale della Regione Toscana.

Durante l’intervista, la nuova proprietaria di Sammezzano ha fatto delle dichiarazioni davvero molto interessanti, che troverete interamente trascritte di seguito.

Giornalista: “Dopo tanti anni sono finalmente partiti i lavori di recupero del Castello di Sammezzano; ci racconti la visione che ci sta dietro a questo grande progetto di recupero?”

Ginevra Moretti: “Dietro questo progetto c’è una prima parte di messa in sicurezza – che è la parte che è partita – e ora stiamo lavorando su tutta l’aspetto del restauro. Quindi con la sovrintendenza, con il comune di Regello e tutti gli enti che sono ovviamente coinvolti. Pochi giorni fa è nata la Fondazione di Sammezzano, che è capitanata da mio marito. La fondazione sarà l’ente che seguirà attivamente tutta la proposta museale e culturale del castello; quindi facendo anche tutta una serie di attività e di programmi che coinvolgono il territorio e le persone del territorio, e ovviamente portano avanti anche la visione che noi abbiamo in toto. Questo luogo avrà anche una parte rilevante di Hospitality, che andrà a convivere con l’elemento museale. Questo grande rapporto di promiscuità, di convivenza, e il modello di hospitality che noi vogliamo andare a costruire, è un modello molto diffuso in un certo senso, perché la Tenuta di Sammezzano noi la conosciamo per il castello, ma Sammezzano è molto di più: Sammezzano è 192 ettari di foresta incredibile, di un parco storico-monumentale di una qualità e di un pregio elevatissimo. Quindi sarà un luogo che potrà anche accogliere un’ospitalità che rimarrà comunque accessibile: non sarà iper lusso nel suo prezzo, ma sarà senza dubbio di grandissima raffinatezza, e avrà tanti livelli diversi. Quindi ci sarà una proposta più per le famiglie, una proposta molto più intima – magari per delle coppie che riguarda soprattutto il castello – e poi ci sarà un grande lavoro anche su quello che è l’ex Spadolini, che è questo scheletro di cemento che andremo a demolire e rispetto al quale poi costruiremo un’altra parte di hospitality diversa, quasi da service apartment; quindi anche per gruppi di famiglie e amici. Poi c’è un’altra area, che è l’area di Marnia, che è un’area meno conosciuta che guarda le Balze del Valdarno, che è un altro unicum del paesaggio: sembra un piccolo canyon. E lì ci sarà un’ospitalità ancora diversa, che non non vi svelo, ma sarà molto, molto particolare, legata alla natura. Perché questo luogo e il castello è quasi fortificato da questa foresta e dal Parco delle Sequoie, e questa è la bellezza di un castello quasi che non, esiste quasi quasi fiabesco.”

Giornalista: “Un progetto quindi che mette a sistema anime diverse. Quindi, come dicevo, con la fondazione che si occuperà anche di aprire degli spazi alle persone che vorranno venire a visitare alcune delle sale storiche che più rappresentano il castello.

Ginevra Moretti: “Esatto, quando diciamo che la fondazione segue la parte museale, intendiamo dire che, dietro il pagamento di un piccolo biglietto, si potrà visitare tutta la parte del piano monumentale. Quindi tutte le sale e il mondo che c’è all’interno di queste sale. Si potrà visitare tutto il parco storico e poi si potrà anche godere di vari spazi legati alla ristorazione, alle esperienze. Si va a condividere nuovamente questa integrazione tra la persona che viene da lontano e viene a soggiornare in uno delle degli ambienti dedicati all’ospitalità, con una persona, una famiglia, un gruppo di amici, una coppia o anche un individuo che ha la curiosità di venire a visitarlo, e che può passare lì un’intera giornata a vivere un’esperienza straordinaria, che spero diventi anche per il [cittadino] locale. Un posto dove tornare, un posto che sia un organismo vivente che fa parte del patrimonio culturale, non solo appunto dell’Europa e del mondo come patrimonio, come patrimonio di esempio architettonico neamoresco, come possiamo pensare a una Alahambra, ma anche come patrimonio del proprio territorio. Questo è l’obiettivo.”

Da quanto evince, il progetto di recupero e la rimessa in attività della Tenuta di Sammezzano saranno articolati in diverse componenti:

  • Messa in Sicurezza e Restauro: I lavori sono iniziati con una fase di messa in sicurezza, che sarà seguita dal restauro vero e proprio, condotto con l’avallo della Sovrintendenza, il Comune di Reggello e gli altri enti coinvolti.
  • Fondazione di Sammezzano: È stata istituita una Fondazione che si occuperà attivamente della proposta museale e culturale del castello, con programmi che coinvolgeranno il territorio e la cittadinanza locale.
  • Integrazione Museale e Hospitality: Il luogo avrà una parte rilevante di ospitalità che conviverà con l’elemento museale, in un rapporto di “promiscuità” .
  • Modello di Ospitalità (Hospitality) mista: Sarà un modello di grande raffinatezza ma accessibile (non “iper lusso”), con diversi livelli di offerta:
    • Proposte per le famiglie e proposte più intime per le coppie (legate al castello)
    • Demolizione dell’Ecomostro (ex Spadolini) per costruire una struttura di service apartment.
    • Un’area meno conosciuta, l’area di Marnia, che offrirà un’ospitalità diversa e molto legata alla natura.
  • Accesso Pubblico e Visite: Dietro il pagamento di un piccolo biglietto, la Fondazione permetterà di visitare:
    • Tutta la parte del piano monumentale (le sale monumentali più note).
    • Tutto il parco storico.
    • Spazi legati alla ristorazione e alle esperienze.
  • Obiettivo Finale: L’obiettivo è creare un “organismo vivente” che sia parte del patrimonio culturale globale (come esempio di architettura neo-moresca, al pari dell’Alhambra) e, soprattutto, un patrimonio del proprio territorio, un posto in cui il pubblico locale possa tornare.

Noi di Save Sammezzano siamo fiduciosi che tale progetto sia quello più idoneo per consentire la tanto sperata rinascita di questo luogo meraviglioso che tanto amiamo.

savesammezzano

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