Venerdì 17 ottobre i media sono stati ospitati presso Sammezzano per documentare l’avvio della fase di recupero del Castello, iniziata ufficialmente giovedì 16 ottobre con il montaggio delle impalcature necessarie alla messa in sicurezza degli spazi esterni, quali facciate, infissi e coperture. I lavori per la messa in sicurezza del parco erano invece già stati avviati nel corso dell’estate, poco dopo l‘installazione della segnaletica dissuasiva all’interno dell’area.
Come dichiarato dai nuovi proprietari ai giornalisti presenti all’evento, d’ora in avanti l’accesso alla Tenuta sarà consentito esclusivamente al personale tecnico e agli operai impegnati nei lavori. La proprietà rimane invece focalizzata nella delicata fase di progettazione del restauro. Solo dopo l’approvazione degli enti preposti, in particolare della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, sarà possibile avviare i veri e propri interventi di restauro. Se i tempi amministrativi saranno rispettati, il castello e il parco potrebbero riaprire al pubblico nella primavera del 2028.
Come prima della chiusura definitiva, avvenuta nel 1991, il castello tornerà ad ospitare un hotel di lusso, e verrà dotato di 20 camere, tutte dislocate al secondo piano. Dunque ben “lontane” dalle bellissime sale monumentali – ubicate invece al primo piano – che tutti noi abbiamo imparato a conoscere e ad amare.
Perciò è corretto affermare che “il progetto prevede anche una dimensione esperienziale, legata all’ospitalità e agli eventi, in armonia con la vocazione storica del castello”, come annunciato da Maximilian Fane.
Una volta riaperto, l’albergo entrerà a far parte del gruppo House of Nine, la struttura cinque stelle di proprietà della famiglia Moretti situata nel cuore di Firenze. Gestita da Ginevra Moretti e dallo stesso Maximilian Fane, la struttura fiorentina rappresenta un modello di ospitalità contemporanea e raffinata, con spazi pensati per la convivialità, lo smart working e il benessere. Il concept include anche un esclusivo members club musicale, due superyacht riservati alla clientela, una spa di lusso con trattamenti ispirati allo yoga e all’ayurveda, e un’area fitness con programmi di pilates e workout personalizzati.
È probabile che una parte di questo concept innovativo venga replicata anche a Sammezzano, reinterpretandolo però nel rispetto della natura storica e culturale del luogo.
Come trasparentemente dichiarato dallo stesso patron della famiglia, Giorgio Moretti: “Una componente alberghiera è necessaria: la manutenzione di un luogo come questo ha costi enormi, e il solo museo non li copre”.
Proprio come noi di Save Sammezzano avevamo affermato in questo articolo (di cui vi consigliamo la lettura), quella ricettiva sarà un’attività la quale realizzazione risulterà addirittura vantaggiosa per assicurare il futuro di Sammezzano, in quanto cointribuirà a generare introiti extra da reinvestire nella manutenzione della tenuta.
Le attività principali ospitate presso l’area, e che sono quindi il fulcro del progetto di recupero dei Moretti, resteranno comunque quelle ricreativo-museali che noi di Save Sammezzano abbiamo sempre chiesto a gran voce. È stata la stessa Ginevra Moretti a voler focalizzare fortemente l’attenzione su questo aspetto, dichiarando che:
“Il nostro intento è restituire Sammezzano alla collettività e tutelare uno dei pochi esempi rimasti di architettura orientale ed eclettica in Europa”.
Proprio a tal riguardo, per dar ulterior solidità al messaggio, anche Giorgio Moretti ha voluto ribadire che:
“l’area sarà prevalentemente museale e parzialmente alberghiera”.
Il meraviglioso piano monumentale del castello ed il parco saranno perciò visitabili da tutti, dietro il semplice pagamento di un normale biglietto d’accesso, come già avviene in qualunque museo pubblico italiano. In merito a questa particolarità, in tempi non sospetti noi di Save Sammezzano avevamo analizzato i vantaggi che un museo di proprietà privata presso Sammezzano potrebbe avere rispetto a un museo di proprietà statale.
Fortunatamente, le sale monumentali del piano nobile si trovano ancora in buono stato di conservazione. Le camere dell’ex hotel al piano superiore hanno infatti agito da “scudo”, subendo i danni maggiori causati dal tempo e dalle infiltrazioni.
Per questo motivo, gli interventi più significativi interesseranno il secondo piano, il tetto e le facciate esterne.
Nel parco, tra le strutture più danneggiate figura anche la Casina Cinese, che verrà restaurata e adibita a uso ricettivo. Rimane invece da definire la destinazione dell’ex cappellina, per anni adibita a pizzeria. La sorte del tanto famigerato ecomostro sarà invece quella di essere abbattuto e sostituito da una struttura di dimensioni ridotte ed esteticamente affine al contesto circostante.
Durante l’evento è stata inoltre costituita la sezione distaccata “Angeli del Bello Reggello”, un gruppo di volontari che, come in molti altri luoghi d’Italia, si impegnerà nella pulizia e nella cura di ciò che decenni di incuria e degrado hanno lasciato in questo luogo meraviglioso.
È certamente un investimento enorme quello intrapreso dai Moretti, che per l’intero progetto, acquisto incluso, hanno messo a budget tra gli 80 e i 100 milioni di euro. Vista la mole e la complessità degli interventi da realizzare in tutta l’area, si stima che il percorso per riportare la tenuta al suo antico splendore sarà lungo e complicato, con una durata di almeno quattro/cinque anni nella più rosea delle aspettative.
Ma come assicurato da Giorgio Moretti:
“Quando io inizio una cosa solitamente la porto in fondo“.
Parole (e fino ad oggi anche azioni), che ci trasmettono tanta fiducia.



