Cronistoria

Abbiamo ricostruito tutta la cronistoria del Castello di Sammezzano dalle origini sino ai giorni nostri, in forma sintetica ma, al tempo stesso, esaustiva.
Abbiamo attinto solo a fonti ben documentate che sono quelle riportate nella bibliografia in fondo a questo articolo.

Le prima notizie sul sito risalgono all’epoca romana: il castello di Sammezzano è “sorto sul luogo dove, tradizionalmente, fu un fortilizio romano sui ruderi del quale fu costruito un castello medievale” (cit. notifica del Soprintendente Guido Morozzi alla Sammezzano S.p.A. nel 1972).  

780 d.c.
:  Carlo Magno fa tappa a Sammezzano durante il viaggio di ritorno da Roma dove aveva fatto battezzare il proprio figlio dal Papa (fonte: Robert Davidsohn “Storia di Firenze”).

Intorno all’anno 1000 è una fortezza medievale.

 

1000-1600: la proprietà di tutta la tenuta, di cui la fortezza fa parte, passa a varie famiglie nobili: dai Gualtierotti agli Altoviti e, infine, ai Medici.

 

1596: il Granduca Ferdinando I de’ Medici vende la tenuta di Sammezzano a Ferdinando di Odoardo Ximenes di Aragona, la cui famiglia è originaria della Castiglia (fonte: ASFI, Panciatichi Ximenes d’Aragona n.310, contratto di affrancazione e vendita datato 17 agosto 1596 su pergamena tra Ferdinando de’ Medici e Ferdinando Ximenes di Odoardo, rogato da Lorenzo Mutius).
Nel Dizionario Geografico, Fisico e Storico della Toscana di E. Repetti redatto nel 1839, si legge la data del 1605 come data della compravendita. Molti hanno identificato il passaggio della proprietà alla famiglia Ximenes e la costruzione di Sammezzano con questa data. Ma non è così.

 

1816: muore Ferdinando, ultimo erede della famiglia Ximenes d’Aragona.
Segue un lungo processo relativo al testamento di Ferdinando Ximenes che si conclude con il rescritto granducale che assegna i beni, il nome, lo stemma e i titoli della famiglia Ximenes d’Aragona, nonché la vasta tenuta di Sammezzano, a Pietro Leopoldo, primogenito di Vittoria Ximenes d’Aragona, sorella di Ferdinando e moglie del nobile pistoiese Niccolò Panciatichi.
Alla morte di Pietro Leopoldo i suoi beni, tra cui anche la tenuta di Sammezzano, vengono ereditati dal figlio, il marchese Ferdinando Panciatichi Ximenes d’Aragona.

 

1818: in occasione del passaggio di proprietà dagli Ximenes ai Panciatichi, l’ingegnere  Giuseppe Faldi realizza un cabreo che raffigura una Villa di notevole volumetria sovrastante un bastione che conserva i connotati del fortilizio preesistente. La scalinata d’entrata, di cui oggi non c’è più traccia, è nella parte opposta a quella delle attuali scale elicoidali.

 

1840-1851 circa: il marchese Ferdinando Panciatichi Ximenes d’Aragona studia sui libri della sua vasta biblioteca, ricca di testi, disegni e incisioni che descrivono le architetture e l’arte dei paesi mediorientali e orientali, e progetta la trasformazione del fortilizio seicentesco nel suo “Sogno d’Oriente”.

 

1852-1889: il marchese Ferdinando Panciatichi Ximenes d’Aragona stravolge l’aspetto seicentesco dell’edificio preesistente, modificando completamente la struttura, invertendo le facciate (la facciata a nord – Facciata Lunare – con la sua grande scalinata e la torre centrale, diventa la facciata con l’ingresso principale, mentre la facciata sud – Facciata Solare – diventa quella secondaria), ampliando superficie e volumi e trasformandola nel palazzo in stile eclettico-orientalista più originale e importante d’Italia (secondo alcuni studiosi il più importante d’Europa).
Per realizzarlo, fa costruire una fornace nel parco: tutti i mattoni, gli stucchi e le piastrelle colorate vengono realizzati “in loco” con manodopera locale adeguatamente istruita.

 

1853: si concludono i lavori dell’Atrio delle Colonne e del Salone Principale o Sala d’Ingresso. L’iscrizione recita “questa sala inventò ed eseguì il marchese Ferdinando Panciatichi Ximenes d’Aragona l’anno di nostra salute 1853”.
E’ la sala dove le porte di accesso alle altre sale sono sovrastate dalla scritta “Non plus Ultra”.

 

1862: iniziano i lavori del Corridoio delle Stalattiti.

 

1864: il marchese Ferdinando Panciatichi Ximenes d’Aragona acquista la prima sequoia pagandola ben 224 Lire.
Oggi il Parco di Sammezzano accoglie la più grande concentrazione di sequoie (sequoia sempervirens) d’Europa e la famosa Sequoia gemella con i suoi 53,96 metri è il secondo albero più alto d’Italia.

 

1863-1867: viene realizzata la Sala da Ballo o Sala Bianca, denominata anche Grande ottagono bianco. Lo si deduce da due scritte: una nell’intercapedine tra la cupola interna e la copertura vera e propria che dice: “Questa sala inventò ed eseguì l’ill.mo Marchese Panciatichi Ximenes d’Aragona nell’anno di nostra salute 1863” e l’altra “1867” nella chiave di volta degli archi.

 

1867: Ferdinando Panciatichi, deluso e disgustato dalla politica, si dimette da Deputato del Regno d’Italia, carica che aveva ricoperto per 2 legislature.

 

1870: viene conclusa la realizzazione del Corridoio delle Stalattiti che va dalla Sala degli Specchi all’Ottagono dorato o Sala del Fumo.
Nascosta tra stucchi e colori, si trova la scritta “Pudet dicere sed verum est publicani scorta – latrones et proxenetae italiam capiunt vorantque nec de hoc doleo sed quia mala – omnia nos meruisse censeo anno domini MDCCCLXX”.
“Mi vergogno a dirlo ma è vero, esattori, prostitute, ladri e sensali tengono in pugno l’Italia e la divorano. Ma non di questo mi dolgo, ma del fatto che ci siamo meritati i nostri mali. Anno del Signore 1870”.

 

1873: è completato il lato sul versante est, posto alla sinistra e di fronte alla Sala d’ingresso. Comprende la Sala degli Specchi, il corridoio che porta alla Sala del Fumo, fino alla Sala dei Gigli.

 

1878: il Castello di Sammezzano ospita i 100 congressisti del IV Congresso degli Orientalisti; nello stesso anno ospita anche il Re d’Italia, Umberto I.

 

1886: viene terminata tutta la parte a ponente: Sala del Giuramento, Sala dei Pavoni, Sala dei Piatti Spagnoli, Sala degli Amanti, Sala Bizantina, Cappella.

 

1889: vengono quasi completati gli esterni: nella Torre centrale viene incisa l’ultima data che si trova scolpita nel Castello.

 

1897: muore Ferdinando Panciatichi Ximenes d’Aragona e la proprietà, amministrata dalla figlia Marianna Panciatichi-Paolucci, nota ornitologa ed esperta di malacologia, passa ai nipoti Ferdinando, Alessandro e Marianna Di San Giorgio.

 

1900-1915: Marianna Panciatichi-Paolucci vende all’asta vari arredi e suppellettili del Castello di Sammezzano.

 

1925: notifica dei primi provvedimenti di tutela al conte Alessandro Di San Giorgio e a Giulio Oriani, agente di cambio di Milano, sensi della legge 20 giugno 1909 n.364 in materia di antichità e belle arti, e della legge n. 688-1912, che ampliava l’applicazione della prima anche a parchi, ville e giardini.

 

1927: nuovo provvedimento di tutela ai sensi della legge n.788-1922 per la tutela delle bellezze naturali e degli immobili di particolare interesse storico.

 

anni ’30: la quota di proprietà di Alessandro Di San Giorgio passa per intero al finanziere Giulio Oriani e, successivamente, ai suoi figli.

 

1939: Sammezzano resta tutelato in base alle nuove leggi emanate nel medesimo anno, la Legge n.1089 per la “Tutela delle cose di interesse artistico e storico” e la Legge n.1497 per la “Protezione delle bellezze naturali”.

 

1940-1945: il Castello viene depredato dai nazisti, usato come deposito dall’Istituto Militare di Firenze e poi requisito dalle truppe Alleate che vi sostarono per oltre un anno.

 

1955: atto di cessione della proprietà da Oriani Pietro e altri alla società “Sammezzano SpA.”.

 

1970: la nuova proprietà ottiene il rilascio della concessione edilizia per il recupero dei casali e il riuso della Villa Castello come ristorante e albergo di lusso.

 

1972: il Ministero della Pubblica Istruzione, allora competente in materia di antichità e belle arti, notifica al legale rappresentante della Sammezzano SpA, Narciso Brunori, una nuova dichiarazione “di interesse particolarmente importante” ai sensi della Legge n. 1089 del 1939.

 

1977-78: Il Comune di Reggello e la Soprintendenza autorizzano la costruzione nel parco di un grande complesso alberghiero progettato dall’arch. Pierluigi Spadolini.
L’intervento della Procura della Repubblica impedisce di completare l’opera che rimane allo stadio di scheletro in cemento armato, oggi visibilmente degradato e non recuperabile.

 

anni ’70 e ‘80: il ristorante e l’albergo rimangono attivi per quasi 20 anni. Il Castello diventa luogo ideale per cerimonie, feste, pranzi di nozze e set cinematografico.

 

1990: l’albergo-ristorante cessa l’attività.

 

1992: la proprietà passa a “Fratelli Catalani SpA”, interessata a portare avanti un progetto di recupero dell’intera area. Il progetto, elaborato dall’arch. Bruno Cosimo Pati (che sarebbe poi entrato a far parte di Save Sammezzano), viene approvato dalla Soprintendenza e dal Comune di Reggello ma non viene realizzato.

 

1999: la proprietà passa alla Sammezzano Castle S.r.l. che inizia alcuni urgenti lavori di restauro.

 

dal 2000: il Castello viene chiuso e, di fatto, abbandonato.

 

2004: il D.lgs. n. 42 sostituisce la legge di tutela in vigore dal 1939.
Il Castello di Sammezzano è assoggettato alle disposizioni del nuovo “Codice dei beni culturali e del paesaggio”. 

 

2005: viene rubato il primo dei due leoni piangenti messi a guardia del sepolcreto originario di Ferdinando Panciatichi Ximens D’Aragona, ubicato nei sotterranei del Castello.
Sammezzano diventa regolare preda di vandali e ladri, restandolo per tutti gli anni successivi, fino ad essere completamente depredato.

 

2012: nasce a Reggello il comitato “10 marzo 1813-2013 – Comitato per i duecento anni dalla nascita del Marchese Ferdinando Panciatichi Ximenes d’Aragona (Comitato FPXA).

 

2013: viene svolto il convegno “Sammezzano e il sogno d’Oriente” organizzato dal Comitato FPXA.

 

2013-2016: il Comitato FPXA, in collaborazione con la Sammezzano Castle S.r.l., organizza visite guidate al piano nobile del Castello. Le aperture sono occasionali (2 o 3 volte l’anno) ed è consentito l’accesso a circa 800 persone per ogni giornata di apertura.

I fondi raccolti hanno contribuito al restauro del Sepolcreto del Marchese Ferdinando Panciatichi, sito in località Sociana, poco lontano da Sammezzano.

 

Settembre 2015: nasce il movimento Save Sammezzano (all’annuncio dell’asta di ottobre che andrà deserta come anche l’asta successiva).

 

Settembre-ottobre 2015: su sollecitazione di Save Sammezzano, vengono presentate n. 3 interrogazioni alla Camera e 4 al Senato. Il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali risponde che conosce la situazione, che il bene è tutelato ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio e che la congiuntura economica non consente l’intervento del Governo. 

 

Ottobre 2015: il movimento Save Sammezzano lancia una petizione popolare su change.org per chiedere a Ministero dei Beni Culturali, Regione Toscana e Comune di Reggello la tutela e la pubblica fruibilità del Castello a prescindere dall’assetto della futura proprietà. Obiettivo: 30.000 firme.

 

Marzo-giugno 2016: conferenze pubbliche “Un Tesoro da Salvare: il Castello e il Parco di Sammezzano” organizzate dal movimento Save Sammezzano a Firenze e a Figline Valdarno.

Nello stesso periodo la BBC inserisce il soffitto della Sala dei Pavoni nella lista dei 10 soffitti più belli del mondo

 

10 maggio 2016: su sollecitazione di Save Sammezzano viene approvata all’unanimità la mozione congiunta della Commissione regionale Beni e attività culturali, firmata dai consiglieri Vadi, Capirossi, Monni, Spinelli, Nardini, Galletti e Bianchi, che impegna la Giunta Regionale alla salvaguardia, valorizzazione e fruibilità pubblica del Castello di Sammezzano.

 

Maggio  2016: il movimento Save Sammezzano iscrive il Castello all’8° Censimento del FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano) “I Luoghi del Cuore” e conduce la campagna di raccolta voti online e firme cartacee.

 

Maggio 2016: Save Sammezzano promuove la segnalazione del Castello di Sammezzano all’ iniziativa governativa bellezza@governo.it che raccoglie le segnalazioni dei cittadini per il recupero dei luoghi culturali. Sammezzano diventa il luogo più segnalato d’Italia.

 

Giugno 2016: la petizione promossa da Save Sammezzano per garantire recupero e fruibilità pubblica del Castello raggiunge l’obiettivo delle 30.000 firme.

 

2016-2017: conferenze-spettacolo “Alahambra Toscana – l’enigma di Sammezzano”, a cura dell’Aps Fata Morgana in collaborazione con Save Sammezzano, nelle Marche e in Abruzzo, per far conoscere il Castello e raccogliere firme per il censimento “I Luoghi del Cuore”.

 

Marzo 2017: il Castello e il Parco di Sammezzano viene dichiarato il 1° classificato nel censimento I Luoghi del Cuore, promosso dal FAI, con 50.141 mila voti raccolti da Save Sammezzano.
Il FAI decide, tuttavia, di congelare presso Intesa Sanpaolo S.p.A il premio di 54.000 Euro previsto per il luogo vincitore, in attesa che venga chiarita la situazione proprietaria.

 

Marzo 2017: Save Sammezzano candida il Castello di Sammezzano a “World Monuments Watch”, iniziativa internazionale promossa dal World Monument Fund per il recupero dei luoghi abbandonati.

 

Aprile 2017: su istanza del creditore procedente della Sammezzano Castle Srl, il Castello di Sammezzano viene dotato di sistemi di sicurezza (reti, telecamere e sensori) utili a disincentivare ulteriori furti o danneggiamenti.

 

Marzo-giugno 2017: presentate 2 nuove interrogazioni parlamentari (1 alla Camera e 1 al Senato).

 

Maggio 2017: nuova asta in cui la Helitrope Limited, società con sede a Dubai, presenta un’offerta per € 15.400.000.

All’apertura della busta è presente anche la Kairos S.r.l., in quanto “creditore procedente” che aveva acquistato i crediti che molti soggetti (tra cui Monte dei Paschi di Siena) vantavano verso la debitrice Sammezzano Castle Srl.

Il complesso di Sammezzano viene assegnato provvisoriamente alla società degli Emirati Arabi, in attesa di verificare il buon esito del pagamento.

Kairos S.r.l. presenta un’istanza di assegnazione a fronte di un’offerta complessiva di € 15.614.000 e un ricorso sulla natura tecnica dell’assegno della Helitrope Limited.

 

Maggio 2017: Save Sammezzano segnala il Castello di Sammezzano e il Parco circostante nella “Lista Rossa dei luoghi e monumenti a cui ridare dignità” di Italia Nostra.

 

Giugno 2017: il Tribunale civile di Firenze accetta il ricorso della Kairos Srl in merito alla validità dell’assegno della Helitrope Limited e, quindi, viene annullata l’assegnazione provvisoria. Pare aprirsi la strada per l’assegnazione della proprietà di Sammezzano alla Kairos Srl.

 

Giugno 2017: Save Sammezzano, insieme al Touring Club Italiano, candida Sammezzano al “7 Most Endangered”, programma comunitario promosso da Europa Nostra per il recupero dei siti europei più a rischio. La candidatura ottiene il sostegno istituzionale del Ministero dei Beni Culturali, Regione Toscana e Comune di Reggello, oltre a quello di Italia Nostra, Comitato FPXA, Società Geografica Italiana, ecc. 

 

Ottobre 2017: il World Monuments Fund comunica a Save Sammezzano che il Castello di Sammezzano non risulta tra i beneficiari del programma World Monuments Watch in quanto non ha ancora una proprietà sostanziale e definitiva.

Il progetto di candidatura presentato da Save Sammezzano è comunque giudicato uno dei migliori mai pervenuti per il programma World Monuments Watch a fronte di decine di progetti presentati da ogni parte del mondo.

 

Ottobre-novembre 2017: l’Istituto Vendite Giudiziarie di Firenze affida la custodia del Castello di Sammezzano alla Kairos srl, cosa che sembra preannunciare l’aggiudicazione definitiva alla medesima società. In vista di ciò, la Kairos S.r.l. avvia i primi e più urgenti lavori di manutenzione del tetto, iniziando dalla porzione pericolante sopra la Sala dei Gigli.

 

Dicembre 2017: il Tribunale di Arezzo dichiara il fallimento della Sammezzano Castle Srl, senza che nessun creditore abbia esposto istanza di fallimento.

Contestualmente, il Curatore Fallimentare nominato dal Tribunale di Arezzo, Avv. Luca Gratteri di Roma, chiede l’annullamento dell’istanza di assegnazione presentata da Kairos S.r.l.

 

Gennaio 2018: il castello di Sammezzano, a seguito della candidatura presentata a giugno 2017 nell’ambito del programma “7 Most Endangered 2018” di Europa Nostra, risulta incluso tra i 12 siti culturali europei più a rischio e meritevoli di essere salvati.

 

Febbraio 2018: Save Sammezzano organizza un accesso al castello riservato esclusivamente ai mezzi stampa per documentarne, per la prima volta nella storia di Sammezzano, lo stato di degrado. Da quel momento la reale situazione di incuria pluriennale diviene di dominio pubblico. Nello stesso mese Save Sammezzano segnala il Castello di Sammezzano e il Parco circostante nella lista SOS del portale iCastelli.it.

 

Marzo 2018: la custodia di Sammezzano passa da Kairos Srl al Curatore Fallimentare, l’avv. Luca Gratteri di Roma. I lavori conservativi precedentemente intrapresi da Kairos vengono interrotti e vengono quindi rimossi i ponteggi e il relativo cantiere.

 

Marzo 2018: il Giudice delegato del Tribunale di Arezzo indice una nuova asta all’incanto che si terrà il 30 maggio, presso lo studio notarile Tuccari di Arezzo. Il prezzo di partenza per acquistare Sammezzano in tale occasione sarà di 18.000.000 di Euro.

Aprile 2018: il Curatore Fallimentare, avv. Gratteri, dispone interventi di manutenzione urgenti alle coperture.

Maggio 2018: va deserta l’asta all’incanto del 30 maggio.

Giugno 2018: Save Sammezzano lancia un appello, ampiamente divulgato dalla stampa e condiviso attraverso i social, per sollecitare la costituzione di una cordata di imprenditori in grado di acquisire il complesso.
 
Rimane consentito l’accesso pedonale al parco fino al Castello.  
Il Castello rimane chiuso e non visitabile.

 

Fonti: 

  • Maria Cristina Tonelli, Alhambra Anastatica, «FMR Franco Maria Ricci», n. 4 giugno 1982
  • F.Taviani, Archivio Panciatichi. I Documenti patrimoniali dell’Archivio Panciatichi e dell’Archivio Panciatichi Ximenes d’Aragona (1319-1897)  e Ethel Santacroce, Archivio Panciatichi. I Documenti patrimoniali dell’Archivio Panciatichi e dell’Archivio Panciatichi Ximenes d’Aragona (1482-1936), tesi di laurea Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Firenze, 1998-1999, relatore Antonio Romiti
  • Ferdinando Panciatichi Ximenes d’Aragona. Sammezzano e il sogno d’Oriente 1813-2013. Castello di Sammezzano 31 maggio – 1º giugno 2013. Atti del Convegno, a cura di Emanuele Masiello, Ethel Santacroce, Sillabe, Livorno 2014
  • C.Cresti, M.Sottani, M.C.Cresti, La villa di Sammezzano. Un’Alhambra toscana, Angelo Pontecorboli Editore, Firenze, 2017

 

Testo a cura di Nunzia Pandoli